Tommaso Merlo, ebook, e-book, e-books, politica, attualità, analisi, democrazia, commenti politici, partiti, Italia tommasomerlo | La politica non è sempre una cosa seria | Il Cannocchiale blog
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20 febbraio 2018
POLITICA
Hanno paura

Un silenzio spettrale domina questa campagna elettorale. Perfino le mirabolanti promesse tacciono dopo essere state svergognate brutalmente. Gli italiani non stanno più al gioco di certe pagliacciate. Sui media c’è spazio solo per infamare i 5 Stelle e per negare gli scandali veri dei vecchi partiti. Hanno paura. Si rendono conto che qualcosa sta andando storto. Il piano dell’establishment ormai lo hanno capito anche i sassi e lo ammettono apertamente pure loro. Vogliono continuare l’inciucio dopo il 4 marzo grazie ad una legge elettorale ideata apposta. Renzi e Berlusconi hanno cioè tramato per far fuori il primo partito - il Movimento 5 Stelle - truccando la partita con una legge elettorale indecente che gli permette di manipolare ad urne chiuse il voto degli italiani. Una mossa democraticamente scandalosa, al limite dell’eversione. Quello che rimane del malconcio regime partitocratico si è arroccato al punto da usare mezzi truffaldini per impedire che la storia, la democrazia, la volontà popolare faccia il suo corso liberamente. Tale indicibile piano rischia però di non andare come previsto. Tutta colpa di Renzi che si è fatto infinocchiare troppo da Forza Italia, la legge elettorale favorisce in maniera smisurata la coalizione di centrodestra, gli ha consegnato tutto il nord su un piatto d’argento. L’intento di Renzi era far fuori i 5 Stelle e invece ha fatto fuori se stesso. Questo anche perché il Pd continua a precipitare ben oltre le previsioni. Un bel casino. Se il Pd crolla sotto al 20% e la coalizione di centrodestra supera il 40%, come fa Berlusconi a voltare le spalle a Salvini e alla Meloni e a milioni di elettori che hanno votato i tre finti alleati in buona fede? Come fa il 5 marzo a fare l’inciucio col suo allievo Renzi come se nulla fosse? Se stravince il centrodestra deve governare ma il piano non era quello, Berlusconi lo ha dichiarato più volte: Gentiloni a lui va benissimo e al massimo Tajani e via di grandi intese. Tranquille e serene. Berlusconi - nemmeno eleggibile - non è nelle condizioni fisiche e soprattutto mentali di far altro. Non riuscirebbe a gestire casini con quell’indemoniato di Salvini o quella lagnosa della Meloni con cui non sono d’accordo su nulla. In questi giorni gli fanno eco dall’altra parte Bonino e Lorenzin e tutti gli altri evergreen del trasformismo italiota, tutti ad evocare governi di unità nazionale come ad esorcizzare la paura che il loro piano indecente salti per aria. Tutti impauriti da una seconda ipotesi ancora più terrificante per loro. Tutte le infamate ai 5 Stelle a media unificati, si stanno rivelando un boomerang per chi le fa. E se parte di quel 35/40% di elettori che non sa se votare o per chi, decidesse nell’ultima settimana di votare 5 Stelle? Sarebbe un disastro storico per gli artefici del vergognoso e anti democratico piano pro inciucio. Sarebbe la fine di un’epoca. E lo sanno benissimo. Per questo hanno paura.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 20/2/2018 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 febbraio 2018
POLITICA
Rifiuti politici

Fa sempre impressione vedere politici e funzionari che pretendono una percentuale sugli appalti pubblici. Sconvolge come parlino di soldi nostri come fossero loro. Atterrisce la naturalezza con cui rubano. Dai video che li inchiodano ormai da diversi anni, si percepisce come rubare sia per loro una consuetudine e quanto la corruzione sia qualcosa di scontato nel sistema Italia, qualcosa di ovvio che fanno tutti, da sempre. Come una seconda tassa sui rifiuti. Un 10-15% di soldi nostri che politici e burocrati deviati ci rubano tre volte. La prima in contanti per farsi ville e viaggi alla faccia nostra. La seconda in qualità delle opere. Riduzione dei costi per le ditte appaltatrici vuol dire viadotti o scuole costruite con cemento e ferro scarso fino ai rifiuti velenosi smaltiti sotto i piedi dei nostri bambini. La terza in degenerazione del sistema. Solo ditte criminali e disoneste possono spesso accettare le condizioni imposte dai corrotti per realizzare le opere, e questo a scapito delle aziende sane. La corruzione è devastante per un paese. Non è solo una quantità enorme di soldi sottratti alla gente comune che finisce nelle mani sporche di una ristretta cerchia di politicanti, la corruzione uccide persone in carne ed ossa, uccide una comunità nel suo insieme. L’ultimo clamoroso caso è quello scoperto grazie a Fanpage e che coinvolge il figlio del governatore campano De Luca. Immagini inequivocabili. Ladri sorpresi col sorcio in bocca a speculare ancora sullo smaltimento dei rifiuti in una terra già martoriata da scandali inauditi. Rifiuti tossici e contaminanti sotterrati nei campi, vicino alle case, agli ospedali, alle scuole. Scene da film dell’orrore le cui drammatiche conseguenze i poveri cristi le pagheranno per decenni. Eppure i ladri sono ancora là, come nulla fosse successo, a confabulare alle nostre spalle sull’unica cosa che ancora conta in un sistema marcio fino all’osso, gli appalti, i soldi. Come dopo i terremoti o le alluvioni, come sempre quando lo Stato si appresta ad aprire il portafoglio. Dal piccolo comune di provincia alle grandi città, da nord a sud, la corruzione sta uccidendo l’Italia eppure certa politica minimizza, nega. Pd e Forza Italia una legge seria e dura anti-corruzione non l’hanno fatta e non la vogliono fare, ripetono che va bene così, che è già stato fatto tanto. Renzi dopo aver sorvolato sulle fritture, si scomoda addirittura per difendere i De Luca ricordando che quello candidato al parlamento col Pd è l’altro figlio - Piero - già, quello rinviato a giudizio per bancarotta, non il giovane assessore. Destra o sinistra, Pd o Forza Italia, non fa differenza. Sui ladri i vecchi partiti sono tutti compatti e la candidatura nelle liste di decine di impresentabili è un ulteriore segnale (alcuni candidati sono addirittura già stati condannati in primo grado per corruzione), un segnale a tutti i loro uomini sparsi nelle istituzioni di star tranquilli che con loro al potere la festa continuerà e che non saranno certo loro a negargli il 10-15% di mazzette. Dalla saga dei Genovese, a quella dei Bossi fino a quella dei De Luca, in tanti anni l’unica cosa che è cambiata sono forse i livelli di supponenza ed arroganza raggiunti. Ormai certi partiti e certi personaggi non salvano più neanche le apparenze. Sanno che per loro non si apriranno mai le porte della galera, gli basterà spendere un po' dei soldi che ci hanno rubato in avvocati, buttare tutto in cagnara politica e presto la gente dimenticherà, e presto potranno riciclarsi. Per questo i video che ritraggono i ladri in fragrante sono così importanti, sono l’unico modo con cui il cittadino italiano può verificare e comprendere davvero la monnezza maleodorante che infesta certe istituzioni pubbliche. Poi sta a lui decidere cosa fare. Fregarsene e stare al gioco oppure cogliere l’opportunità delle elezioni per fare pulizia e gettare per sempre certa spazzatura politica nel cassonetto.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 18/2/2018 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 febbraio 2018
POLITICA
Il Cainano rimbambito

Ogni volta che esce di casa e prende un microfono in mano fa delle figuracce vergognose. L’ultimo show alla Confcommercio passerà alla storia di questa già penosa campagna elettorale. È la prima volta che un anziano di ottantuno anni che ha visibilmente perso lucidità mentale si candida alle elezioni a quei livelli. Tra le decine di sbandate mentali di Berlusconi delle ultime settimane, spicca quella presa a Bruxelles in cui davanti alla stampa internazionale si vantava di aver fatto entrare la Russia nella NATO (parole sue inequivocabili). Non un dettaglio, non una svista ma la rivendicazione di un fatto storico mai avvenuto. Una specie di allucinazione, egoarchica ovviamente. Va detto che l’Italia è uno dei paesi più anziani del mondo quindi che si alzi l’età anche dei candidati avrebbe anche senso, ma la sanità mentale dovrebbe essere un prerequisito. Con tutto il rispetto, dare le redini di un Paese a dei rincoglioniti sarebbe troppo pericoloso. Ma c’è di più. Il Cainano corre col suo nome nel simbolo del suo partito personale e questo anche se non è candidabile. Ma che senso ha? Come è possibile che la legge lo scacci dal Parlamento in quanto condannato come evasore fiscale e lo ritenga non candidabile, ma allo stesso tempo gli permetta di candidarsi formalmente alle elezioni come presidente col suo partito? È un controsenso. Una assurdità che inquina questa tornata elettorale. O sei degno di partecipare alla vita politica oppure non lo sei. E il Cainano rimbambito - in quanto pregiudicato in via definitiva per evasione - non lo é. E invece, comunque vada il 4 marzo, si ritroverà tra le mani un potere enorme in quanto proprietario unico di Forza Italia e padrone dei quattro gerarchi che la reggono. Si tratta di una anomalia inaccettabile in democrazia. Si tratta di un enorme inganno dei cittadini. Quanti voti prenderebbe Forza Italia senza i soldi, le televisioni, i giornali e soprattutto la presenza del Cainano rimbambito? Senza questa immensa pubblicità ingannevole ne prenderebbe meno, molti meno. Ed ha senso che i cittadini votino per candidati che non possono nemmeno varcare la porta del Parlamento? No, non ne ha, eppure il Cainano rimbambito gestirà dall’esterno delle istituzioni - in maniera quindi non democratica - un enorme potere attraverso il proprio partito personale. Da casa, col telefono, alla faccia della Costituzione. Uno scandalo che solo questa Italia corrotta poteva permettere. Si tratta di una immensa presa in giro dei cittadini frutto di un accordo politico. Qualcuno si è seduto intorno ad un tavolo ed ha permesso tale scandalo. Non è questione di cavilli legali. È questione di sostanza politica. È questione che Forza Italia è la seconda gamba dell’inciucio e il vecchio rimbambito serviva per mantenere certe percentuali e far reggere il sistema dopo il 4 marzo. Come se in questo Paese marcio e fallito alla fine ad essere trattati come rimbambiti siano sempre e solo i cittadini.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 17/2/2018 alle 8:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 febbraio 2018
POLITICA
Elezioni truffa e rischio valanghe

Protagonista indiscussa di questa assurda campagna elettorale è la legge che la regola. Una legge ideata da Pd e Forza Italia per non far vincere il Movimento 5 Stelle. Un obbrobrio politico che rimarrà nella storia di questo paese. Due giocatori hanno deciso le regole del gioco per fregare il terzo. A pochi mesi dal voto, a colpi di fiducia, producendo una legge secondo molti esperti incostituzionale. I vecchi partiti si sono ridotti all’ultimo istante per colpa della loro incapacità solo di pensare ad una legge elettorale per il bene della democrazia e non per il proprio. Alla fine, dopo ipocriti tentativi e bocciature della Corte, coi sondaggi che li davano in picchiata e con all’opposizione un Movimento nato dal nulla entrato prepotentemente nel Palazzo e che minacciava di tornarci ancora più potente, Renzi e Berlusconi hanno progettato una mossa indecente per un paese civile, un atto sostanzialmente eversivo e cioè una legge elettorale che impedisce alla volontà popolare di fare il suo corso. Una legge elettorale che non permette al primo partito di governare ma lo isola all’opposizione. È questo che passerà alla storia. Il Rosatellum di Renzi e Berlusconi – firmato anche da Salvini – è di fatto un estremo tentativo di sabotaggio del Movimento e quindi della volontà di cambiamento del popolo italiano. Pd e Forza Italia, sondaggi alla mano, hanno capito che da soli non ce l’avrebbero fatta e serviva una legge che trasformasse l’inciucio - che durava dal 2011 - necessario e quindi in qualche modo digeribile per il popolo. Serviva l’ingovernabilità dopo il voto, serviva una incertezza che un loro accordo nei corridoi avrebbe poi risolto per il bene del Paese. Un bel Nazareno II la vendetta, per il bene nostro ovviamente. In sostanza, serviva una legge elettorale che rendesse il voto degli italiani inutile. Serviva una legge che facesse prevalere la volontà dei loro partiti su quella dei cittadini. Una mossa democraticamente criminale per un paese civile. Una arroganza inaudita che dimostra la disperazione in cui è tombato il vecchio sistema e allo stesso tempo la loro spietata determinazione a non mollare. Una partita truccata, quindi, che ha reso questa campagna elettorale una lunga e noiosa attesa per capire se gli italiani ci cascano ancora o meno. Giornali e televisioni stanno facendo di tutto affinché il piano indecente di Renzi e Berlusconi vada in porto attaccando vilmente il Movimento e con esso il democratico desiderio di cambiamento di milioni di persone, ma il Rosatellum è una legge talmente complicata e contorta che perfino le società di sondaggi faticano a fare il loro lavoro. La speranza è che sia sfuggita di mano a chi ha avuto il coraggio di escogitarla e che gli si rivolti contro. Nessuna legge elettorale, infatti, anche la più truffaldina, può contenere una imponente valanga di voti.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 16/2/2018 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 febbraio 2018
POLITICA
Giornalopoli

La cagnara scatenata dai giornaloni contro qualche 5 Stelle che non ha restituito soldi peraltro suoi, dimostra che gli addetti ai lavori non si rendono conto nel baratro in cui stanno cadendo. La notizia c’era, nessuno lo nega. Ma come al solito è stata messa in piedi una violenta e spietata macchina del fango ormai rodata per colpire più possibile il nemico pentastellato. E cioè coloro che osano sostenere che una democrazia pulita sia possibile. Già, i giornaloni non si scatenano con tale veemenza contro ladri e malfattori in uno dei paesi occidentali più corrotti, no, lo fanno contro chi osa pensare che sia possibile costruire un paese migliore. Perché tale follia? In parte per ragioni politiche contingenti, i padroni dei giornali sono uomini d’affari che - come usanza in Italia - vivono di cattiva politica e quindi di cattivo giornalismo. La logica è basilare. I padroni vedono i 5 Stelle reggere nei sondaggi e quindi danno l’ordine di colpirli con ferocia attaccandosi a qualunque cosa. In questo senso i giornalisti si sono ridotti a dei sicari, colpiscono su commissione il nemico deciso dal loro padrone. E c’è da giurarsi che più colpiscono duro, più faranno carriera. Ma c’è una ragione più profonda per questa cloaca giornalistica. I giornaloni e le loro truppe, di questo sistema marcio ne sono parte integrante. Sono cresciuti e sono emersi con certe concezioni, con certe logiche distorte e spesso cedendo a compromessi col lato oscuro di questo paese. Riconoscere, quindi, che i 5 Stelle siano diversi e che sia possibile una democrazia più pulita, significa per loro ammettere il porcile in cui sguazzano da sempre. Vorrebbe dire ammettere chi davvero sono, come davvero operano e quanto siano arretrati rispetto alle democrazie dove vige una piena libertà di stampa e la deontologia professionale non è un vago ricordo scolastico. Distruggere i 5 Stelle per loro è una esigenza esistenziale per riuscire a continuare a tapparsi il naso e tirare avanti nonostante il loro fallimento storico sia ormai drammaticamente palese. Il crollo di copie vendute dei giornali è devastante e non cessa, i loro padroni e partiti di riferimento attraversano una crisi ormai irreversibile e la rabbia della popolazione sta travolgendo anche loro negandogli il bene più prezioso per colui che svolge quella professione: la credibilità. Un giornalista senza credibilità, un giornale senza credibilità, non ha senso di esistere. Possono vegetare sulla faziosità del proprio giardinetto di lettori ma il loro destino è segnato. Questa è la ragione di tanta rabbia contro i 5 Stelle: se il 4 marzo vincono rischia di crollare tutto anche per i giornaloni e le loro truppe. Se infatti i giornaloni non riuscissero ad azzoppare i 5 Stelle nonostante le campagne denigratorie continue o se addirittura ottenessero l’effetto boomerang, che senso ha buttar via tutti quei milioni in pagine d’inchiostro che non legge nessuno e che non hanno nessun impatto politico, nessun ritorno? Che senso ha mantenere eserciti di giornalisti che sparano a salve? Se dovessero sfondare i 5 Stelle, potrebbe essere una grande opportunità per il giornalismo italiano. Crollerebbe un sistema editoriale figlio di una cultura ipocrita e succube della peggiore politica affaristica. Crollerebbero i castelli di carta su cui certi personaggi hanno costruito le loro carriere. Ad avvantaggiarsene sarebbe il paese intero. Solo recuperata dignità e credibilità, la stampa può svolgere il suo ruolo fondamentale in una democrazia avanzata. Il resto è solo cagnara.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 14/2/2018 alle 9:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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