Tommaso Merlo, ebook, e-book, e-books, politica, attualità, analisi, democrazia, commenti politici, partiti, Italia tommasomerlo | La politica non è sempre una cosa seria | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

tommasomerlo
Art is Fun

16 febbraio 2017
POLITICA
Il ricatto del Pd alla democrazia italiana

È uno scandalo che la democrazia italiana non abbia una legge elettorale. L’Italia è infestata da leggi prodotte da uno Stato onnipresente ma gli manca la legge fondamentale, quella che determina le regole del gioco della competizione elettorale. Basterebbe questo per dimostrare il livello squallido dei partiti e della classe dirigente italiana negli ultimi decenni. Politicanti che hanno anteposto la propria cricca e la propria carriera all’interesse nazionale, alla qualità della democrazia. Al punto di tentare di confezionare le regole su misura - prima di competere - in modo da strappare il massimo numero di poltrone possibili. Il Parlamento si è occupato per anni di legge elettorale e dopo sfinite mediazioni per tentare di accontentare meschini interessi di parte, ha partorito due leggi che la Corte ha dichiarato entrambe incostituzionali. Anni di soldi pubblici buttati via per ritrovarsi nel 2016 senza la possibilità di votare. E questo è l’aspetto gravissimo che rende oggi l’Italia una democrazia sospesa: i cittadini italiani oggi sono privi del diritto di poter votare. Gli manca lo strumento. Manca un pezzo fondamentale di sistema democratico. Essendo nell’impossibilità di votare, il governo e il partito di maggioranza che lo regge, il Pd, tengono di fatto la democrazia sotto ricatto. Hanno la scusa di tenersi il potere finché gli conviene, finché non gli verrà comodo rispetto alle proprie beghe interne, finché non vedranno risalire i sondaggi o quant’altro e decideranno che sia tempo di trovare un nuovo accordo sulla legge elettorale e magari andare al voto. Soprattutto alla luce del referendum, della caduta di Renzi e della guerra tra bande nel Pd, si tratta di una situazione che i partiti dell’opposizione non possono accettare. Il presidente Mattarella deve intervenire e se non lo facesse bisogna scendere in piazza e chiedere che venga ripristinato immediatamente il diritto dei cittadini ad andare alle urne in qualunque momento a prescindere dalle esigenze della maggioranza. E solo un voto immediato potrà interrompere la silente deriva antidemocratica che i reggenti stanno seguendo per impedire al popolo di decidere il proprio destino.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 16/2/2017 alle 17:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
15 febbraio 2017
POLITICA
Dietro la scissione del Pd

Bersani e D’Alema non contano nulla, se contavano qualcosa avrebbero inciso nei tre anni di governo Renzi. Danno solo fastidio e più si espongono più rafforzano Renzi ed i suoi tirapiedi. La novità dopo la Waterloo referendaria, è che dei pezzi del regime renziano si sono staccati. Il ministro Orlando, Emiliano governatore pugliese e quello toscano Rossi. Quali sono le ragioni di tale frattura? Forma e contenuti. Forma, a molta gente di centrosinistra il neo populismo berlusconiano col grande capo al comando, l’annientamento del partito e degli organismi intermedi, non va giù. Vogliono tornare intorno ad un tavolo e parlare come un partito che si definisce democratico dovrebbe fare. Sostanza, Renzi ha copiato alla destra anche il programma togliendo diritti ai lavoratori, delegittimando i sindacati e andando in passerella con Marchionne e banchieri. Quello di Renzi non ha nulla a che fare col Pd originario a trazione popolare. Renzi ha potuto fare quello che ha voluto perché messo lì da Napolitano per dare una scossa ad un paese addormentato. Il Pd si è adeguato, per interessi, per amor della ditta e amor di patria. Il problema è stato che oltre alla batosta madornale al referendum, Renzi ha fallito clamorosamente tutti gli obiettivi. Sia quelli delle riforme istituzionali che quelli della ripresa economica. I fatti: la quantità e la qualità del lavoro, i salari e il costo della vita, le tasse, i servizi pubblici, le prospettive per i giovani, la realtà, rema tutta contro Renzi. Un fallimento politico che sta risvegliando nel popolo, forti nostalgie verso una vera politica di sinistra che oggi in Italia è rimasta senza voce. E cioè visto che scimmiottare Berlusconi non ha funzionato, tanto vale fare la sinistra per davvero. Il successo dei rivoltosi dipenderà dalla base, dagli elettori, alla fine. Quanti sostenitori del Pd si sono berlusconizzati e si sono personalmente innamorati di Renzi e si trovano a loro agio nel populismo, e quanti invece riescono ad ammettere il fallimento storico di Renzi, forme e contenuti, e tornano ad anteporre la coerenza a dei valori ad una storia ad una cultura e a quello che ne rimane. Sono due vie profondamente diverse a confronto, e contenuti che possono portare ad una scissione se il popolo del Pd decidesse di rimanere tale e smetterla di fidarsi di qualche pifferaio magico come ha fatto la destra per troppi anni inutilmente.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 15/2/2017 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 febbraio 2017
POLITICA
Il mio ultimo libro ...

Ciao, ecco il mio ultimo libro. S’intitola “Rifugiati” e racconta la mia disavventura in un paesino abbandonato della Lucania. Sono andato a scrivere un libro, vivevo tranquillo col vecchio Elio poi sono arrivati gli immigrati e con loro i problemi ma anche sfide esaltanti … l’estate lucana, l’amore improvviso, la mente che si espande, i sorrisi e le lacrime, la tolleranza in tempi d’invasione illegale di massa ...

Spero sia di vostro gradimento e condividete!

E' in vendita su Amazon.

Grazie,

Tommaso





permalink | inviato da Merlo il 14/2/2017 alle 15:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
13 febbraio 2017
POLITICA
Congresso del Ciaone

Segnato in faccia, pallido, voce incerta e a strappi. Renzi sembra il cugino sfigato del Premier più arrogante della storia repubblicana. Dice che legge molto e si diverte e girerà l’Italia per capire cosa non ha funzionato in vista del congresso. Che un egoarca come lui si diverta a casa da solo senza lavoro e riflettori, è una menzogna come quella che si sarebbe ritirato dalla politica. Che un egoarca come lui ammetta che la colpa è sua, del suo carattere, è una chimera. Anche perché non funzionando lui come persona, l’unica soluzione logica è che cambi mestiere. Lo dice la sua faccia smorta, il genio fiorentino si è tagliato i coglioni da solo e ci sta male, non si dà pace e non vedrebbe l’ora di tornare. Il problema è che il 60% almeno del paese non lo può neanche vedere e anche nel suo partito l’aria sta cambiando. Non che i suoi rivali siano un granché. Speranza ha il carisma di un metronotte, il toscano Rossi parla sottovoce un politichese incomprensibile, il pugliese Emiliano è generoso e solido ma troppo locale. E’ proprio il vento politico che è cambiato in modo irreversibile. Renzi ha portato il Pd a destra, ha massacrato i lavoratori e flirtato con le banche, così è percepito anche nel Pd, e ora che è stato costretto a convocare il congresso dovrà risponderne. E lo dovrà fare sia sui contenuti neo berlusconiani della sua politica, sia sui metodi populisti con cui ha governato paese e partito. Come aggravante, la sbornia renziana, le sue forzature, non hanno portato risultati concreti. Crescita, occupazione, legalità, giustizia sociale, niente, il governo del Partito democratico ha nei fatti fallito clamorosamente. La linea neo berlusconiana ha poi esasperato le contraddizioni interne di un partito in cui i vecchi dinosauri sono ancora tutti lì e non hanno mai superato l’essere post comunisti e post democristiani a parole, ma non nella cultura che ancora li anima. Una guerra tra bande riscoppiata insieme al bluff populista. E se la base del Pd (e non gli elettori ex Foza Italia e di destra che hanno votato Renzi) finalmente interpellata col congresso confermerà tutto questo, per Renzi non c’è nessun futuro né nel partito né nel paese. Solo un triste ciaone.

Tommaso Merlo


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pd

permalink | inviato da Merlo il 13/2/2017 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 febbraio 2017
POLITICA
Lo squadrismo giornalistico dei repubblichini

Nel 1996 il Corriere della Sera vendeva 647 mila copie medie al giorno, venti anni dopo, nel 2015 ne vendeva 285 mila, -56%. Repubblica nel 1996 vendeva 575 mila copie medie al giorno nel 2015, vendeva 248 mila, -57%. E nel 2016 sono calati ancora. Un’ecatombe. Introiti pubblicitari da fame (le televendite di materassi hanno più seguito) e tutti in ginocchio ad elemosinare fondi pubblici per sopravvivere. Soldi presi dalle nostre tasse che Roma gira a loro non si capisce perché. Ma nonostante questo, i giornali oggi sono in perdita lo stesso, sono un settore al collasso che teme l’estinzione totale e quindi gioca sporco per sopravvivere. La campagna squadrista dei giornaloni italiani contro la Raggi ha ragioni politiche. I 5 Stelle rappresentano un processo di democratizzazione dal basso che riguarderà anche l’informazione, un mondo nuovo dove queste fabbriche fallite di carta straccia, chiuderanno i battenti e verranno sostituite in toto dalla rete, da nuove testate, nuove agenzie, nuove formule (tanti attori liberi invece che pochi colossi manipolabili). Ma lo squadrismo giornalistico contro la Raggi ha un’altra ragione possibilmente più infame. La casta giornalistica teme la scomparsa del proprio prestigio nella società. Il giornalista, quello in giacca e cravatta che gira televisioni e teatri spiegando agli altri come funziona il mondo in base a chissà quale competenze, perirà per sempre. Il futuro è un’informazione senza filtri, diretta. Sopravvivranno i cronisti, coloro che riportano i fatti, ma tutti sti parrucconi che infestano l’informazione con le loro opinioni e i loro giochetti politici, coi 5 Stelle dovranno trovarsi un lavoro. Il Movimento rappresenta una fase di emancipazione culturale italiana, un salto verso la libertà totale del cittadino di agire e pensare secondo proprie convinzioni senza bisogno di essere imboccato da chissà quale santone. Finita l’era dei parrucconi politici, finisce anche quella dei loro compari giornalisti che oggi reagiscono attaccando con viltà e violenza una donna che sta cercando di dare un contributo a sistemare una città devastata dalla mafia. Uno schifo.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 8/2/2017 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 159275 volte