Tommaso Merlo, ebook, e-book, e-books, politica, attualità, analisi, democrazia, commenti politici, partiti, Italia tommasomerlo | La politica non è sempre una cosa seria | Il Cannocchiale blog
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5 agosto 2018
POLITICA
TAV e Air Force Salvini

Invece di andare a Cervia a masturbarsi l’ego davanti a folle esultanti, Salvini dovrebbe andare in Val di Susa e a Melendugno e parlare coi cittadini che da anni lottano contro la TAV e la TAP ed ascoltare umilmente le loro ragioni. Quando governi, i cittadini che non sono d’accordo con te sono molto più utili di quelli che ti osannano per ogni scemenza che spari. Ne sa qualcosa Renzi. Per lui fioccavano standing ovation i primi tempi, come fosse il salvatore della patria e il paese intero pendesse dalle sue labbra. Nel giro di un paio d’anni si è ritrovato ad occuparsi della camera da letto con doccia di un mega aereo come un Saddam Hussein qualunque mentre fuori dall’hangar il paese sprofondava nella crisi e covava odio e disprezzo nei suoi confronti. Il potere dà alla testa, è come una droga, ti distacca dalla realtà, ti convince che quella gente adulante che ti applaude sia sincera e rappresenti l’intera società. Ti illude che quella gente estasiata lo sia per te - uomo e leader politico - e non per le tue idee politiche che in quel momento fanno comodo. Il potere ti illude che la fama e il consenso dureranno per sempre. Balle. Soprattutto oggi che il voto è volatile. E soprattutto per partiti vecchia maniera come la Lega dove tutto gira attorno ad un boss e ai suoi tweet. Se piace lui, il partito decolla. Se finisce in disgrazia lui, crolla tutto insieme a lui. Come per il Pd di Renzi e come per tutti i boss di cui è lastricata la storia politica italiana che hanno finito per piantare solo uno sterile casino e poi sono scomparsi come tormentoni estivi trascinandosi dietro i loro servi. Se Salvini non vuole fare la stessa fine, dovrebbe cominciare a chiudere la bocca ed aprire piuttosto le orecchie per capire come ricoprire il territorio di cemento o perforare le montagne o riempire il mare di tubi, non sia sinonimo di “andare avanti” mentre i cittadini che si oppongono “vogliono andare indietro”. Queste sono le fatali scemenze renziane. Rozze ed elitarie speculazioni. Se Salvini si mettesse gli scarponi e andasse sul posto magari capirebbe pure lui come il progresso e la modernità di un paese non si misurano con la quantità di ferro e cemento con cui lo ricopri e nemmeno coi soldi che spendi per costruire. L’Italia è già zeppa di ecomostri e opere inutili e incompiute. Anni di devastazioni ambientali e paesaggistiche che hanno dimostrato come costruendo a vanvera non si crea nessuno sviluppo, anzi, si compromette lo sviluppo generando bruttezza e devastazione che minano le potenzialità dei territori e delle loro comunità. Costruendo a vanvera sono solo le società edili a guadagnarci e con loro la politica corrotta che gli gravita attorno. I soliti quattro gatti mentre a pagarne il conto – quando si spengono i riflettori e i potenti tornano a casa con i portafogli pieni - è chi ci vive in quei territori. Renzi non ci arrivava, preferiva andare a cena coi costruttori e coi petrolieri e coi finanziari piuttosto che sporcarsi i mocassini di cuoio in Val di Susa o a Melendugno. Vedremo se grazie al Movimento 5 Stelle, Salvini riuscirà a fermarsi in tempo e a comprendere come l’unico criterio per scegliere le opere pubbliche sia la loro reale utilità pubblica e la loro intelligenza nell’integrare appurati benefici generali con quelli dei territori e delle comunità che subiscono le opere. Questo è “andare avanti”, è smetterla di calare dall’alto gli interessi di qualche lobby fiancheggiata dall’ego di qualche politicante, è smetterla di calare dall’alto cemento e ferro come fossero sinonimo di progresso. “Andare avanti” é permettere alle comunità di partecipare alla pianificazione e allo sviluppo del proprio territorio. Salvini deve stare attento. La droga del potere e della fama crea una forte dipendenza e piuttosto che disintossicarsi tutti i boss alla Renzi che l’hanno preceduto sono finiti dritti nella tomba politica. Su una cosa però può stare tranquillo, il Movimento 5 Stelle non gli permetterà di arrivare all’Air Force Salvini.

Tommaso Merlo

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permalink | inviato da Merlo il 5/8/2018 alle 14:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 agosto 2018
POLITICA
Salvini chiuda sta Fontana masochista

Di politicanti che vogliono mettersi in mostra sparando cazzate mezzo stampa ne abbiamo avuti per anni. Gente che faceva di tutto per finire in prima pagina sputando amenità ai quattro venti ma che alla fine, in politica, hanno solo scatenato sterili polemiche senza raggiungere nessun risultato concreto. Inutili egocentrici e provocatori miracolati da qualche capo politico che per sbaglio li ha piazzati su qualche poltrona prestigiosa e loro - invece di abbassare la testa e lavorare - si sono messi a dare spettacolo, a pavoneggiare la propria mediocrità. In questo governo il ruolo sembra ricoprirlo Fontana che invece di lavorare disquisisce a sproposito su tutto scatenando putiferi mediatici che danneggiano il governo gialloverde. Ed è questo il problema: chissenefrega del Fontana, che ritorni nella caverna da cui proviene ma che lo faccia senza dar far fastidio ad un governo che sta cercando di portare a casa qualche obiettivo per i cittadini. Appena diventato ministro, il Fontana ha sparato la minchiata sulle famiglie gay che secondo lui “non esistono“. Già, peccato che tali famiglie siano una realtà fattuale di tutto l’Occidente dove il mondo omosessuale si è emancipato da mo’ e mette in piedi le famiglie che più gli aggrada sposandosi e adottando alla faccia del Fontana e di tutti i bigotti di provincia come lui che ancora non trovano di meglio da fare che ficcare il naso nei sentimenti altrui pur di conquistare i primi banchi in quella porzione di Chiesa più ipocrita e anacronistica che sta cocciutamente trascinando la religione fuori dalla storia. Oggi il Fontana spara un’altra minchiata da prima pagina dicendo che “la legge Mancino va abrogata”, chissà come gode oggi il ministro a vedere le sue foto ovunque e leggere i titoloni a lui dedicati. Mi sa che si fa pure una pippa poi tanto domenica va a confessarsi. Nel frattempo però il governo viene ancora ricoperto di tonnellate di melma per colpa sua. Ed è questo il punto: le selve di giornalai politicizzati non aspettano altro che prove che confermino come questo governo sia fascista, xenofobo, razzista e retrogrado e quant’altro, non aspettano altro che qualche fessacchiotto alla Fontana straparli a vanvera per attaccare i gialloverdi e sabotare il loro governo. Offrire certi assist è masochistico, è la ricerca del piacere attraverso il dolore. Sono forse questi gli orientamenti sessuali del ministro Fontana? Bene, ma che si faccia frustrare e sculacciare a casa sua, non in ufficio. E se proprio il ministro non riesce a frenare i suoi vizietti segreti, che intervenga Salvini e la cacci a calci nel sedere. Le minchiate che spara Fontana non sono nel contratto di governo, il Movimento 5 Stelle la pensa diversamente da lui e dalla Lega su certi argomenti ed essendo una esperienza governativa a due, il partner va rispettato, altrimenti salta tutto. Possibile che a Fontana non gli entri zucca? Questi due primi mesi di governo hanno dimostrato come ministri come Fontana non siano per niente all’altezza del ruolo che ricoprono. Troppo bigotti, troppo estremisti, troppo egocentrici. Troppo masochisti.

Tommaso Merlo

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12 luglio 2018
POLITICA
Bye bye vitalizi

I vitalizi erano un furto a danno dei cittadini che invece di venir commesso di nascosto come in genere fanno i ladri, veniva commesso alla luce del sole, ogni mese, da decenni. Un furto che gli stessi onorevoli-ladri avevano trasformato in un diritto, legalizzandolo. Genialate che solo criminali professionisti possono escogitare. Invece cioè di riempire valigette di contanti e dover uscire furtivi dal retro di Montecitorio col rischio di essere derubati per strada da qualche collega, gli onorevoli hanno escogitato un modo per evitare tale sbattimento e ricevere comodamente i soldi sul proprio conto corrente a fine mese. Già e pure a vita. E cioè non solo per il periodo in cui l’onorevole deretano poggiava sui prestigiosi scranni parlamentari, macché, per sempre, fino all’ultimo giorno che il Padreterno gli concedeva sulla Terra. Un furto “vita natural durante” e non certo di qualche spicciolo. Migliaia di euro al mese, una montagna di soldi rispetto alle misere paghe dei cittadini e che gli onorevoli iniziavano a rubare non appena varcata la porta del Parlamento, anche solo per cinque minuti, anche senza aver mai mosso un dito. Una porcheria davvero insopportabile che si sommava agli stipendi tra i più alti al mondo pagati a dei deputati e ad una serie infinita di piccoli e grandi privilegi e sconti e corsie preferenziali e trattamenti di favore che hanno sempre fatto dei parlamentari italiani una classe ricca di privilegiati anche se di natura ovviamente parassitaria perché ingrassata a sbafo sulle spalle dei poveri cristi. Ci è voluto il Movimento 5 Stelle per porre fine a tali schifezze indegne di un paese civile e ancora oggi partiti moribondi come Forza Italia hanno il fegato di lagnarsi. Fanno davvero pena e ci ricordano cosa sia stata la politica in Italia prima dell’avvento del Movimento 5 Stelle. Guardandosi alle spalle, infatti, fa davvero impressione pensare a quelle migliaia di politici che si sono intascati generosi vitalizi senza fiatare per decenni, ivi compreso quei partiti di sinistra che dicevano di voler difendere gli ultimi e i più bisognosi salvo poi fottergli i soldi ogni mese e comprarsi ville e yatch alla faccia loro. E fa davvero impressione pensare che le stesse generazioni di onorevoli-ladri che si sono intascati i vitalizi sono le stesse che hanno rovinato l’Italia con livelli di corruzione spaventosi rispetto agli standard occidentali. Soldi extra, rubati in modo più tradizionale. Classi dirigenti ingorde che non hanno certo spiccato per capacità e risultati raggiunti, la qualità della politica è sempre stata uno dei problemi principali degli italiani, eppure gli onorevoli si sono sempre ricoperti di più soldi come se li meritassero. E fa impressione pensare come la vecchia politica non sia riuscita a smetterla di rubare coi vitalizi nemmeno durante la crisi economica peggiore dal dopoguerra in cui gli italiani sono finiti in miseria. Fa impressione e se fosse diversamente il Movimento 5 Stelle non esiterebbe neanche e oggi non sarebbe fuori da Montecitorio a festeggiare una vittoria storica. Una vittoria sia simbolica che di sostanza. Un impegno mantenuto, un bel giorno per la nostra democrazia e che dimostra come il cambiamento per mano dei cittadini non solo sia possibile ma sia finalmente iniziato. Bye bye.

Tommaso Merlo

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permalink | inviato da Merlo il 12/7/2018 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 luglio 2018
POLITICA
La solidità del Movimento e la cotta per Salvini

Il Movimento 5 Stelle ci ha messo diversi anni a costruire il suo vasto consenso. Salvini sembra abbia raddoppiato i voti in qualche settimana di governo. Buon per lui anche se i sondaggi nascondono insidie maligne, soprattutto in questa Italia tradita troppe volte. Dai primi meet-up a Palazzo Chigi, il Movimento ha lavorato sodo per superare il 30 percento. Ci è voluto tanto tempo e fatica e questo perché propone qualcosa che non era mai esistito prima e più le idee sono innovative, più è difficile farle digerire. Il Movimento poi non propone solo un diverso programma politico o solo facce nuove e non rispolvera neppure solo dei valori malamente accantonati come l’onestà o la trasparenza. Ma la sua proposta tocca addirittura il tipo di persone che devono far politica (cittadini a tempo e non politicanti di professione), il loro modo di farla (democrazia sempre più diretta e partecipata) e la struttura dell’organizzazione (la rete invece che la burocrazia partito). Il Movimento ribalta poi le peggiori magagne della vecchia politica: il suo rapporto malato coi boss politici e con le lobby economiche e con la stampa e con la legalità e coi soldi. Una vera e propria rivoluzione. Un diverso paradigma. Può darsi – come sostengono i nemici - che una piccola parte del grande consenso del 4 marzo sia dovuta a cittadini che si sono fatti ingolosire da qualche proposta programmatica, ma la grande maggioranza degli elettori del Movimento hanno colto il messaggio e ne hanno sposato la causa. Il voto va sempre rispettato e i cittadini sono molto meno ingenui e sprovveduti di come li ha sempre dipinti la vecchia politica. Diversa storia sono i sondaggi. Diversa storia sono le cotte estive. Quegli amori repentini che sfumano al mutar del vento e delle stagioni. Il cuore tenero degli italiani è sempre stato incline a tali debolezze. La sua storia repubblicana è lastricata di amori per dei capi, dei condottieri, dei salvatori della patria. Gran parte di loro si sono alla fine rivelati dei ciarlatani o dei veri e propri criminali, ma si sa, l’amore è cieco. Col tempo però, a furia di cocenti fregature e tradimenti, certe infatuazioni degli italiani sono diventate sempre più fugaci. Delle vere e proprie cotte. Ne sa qualcosa Renzi che è passato da Obama Bianco a Mr Bean alla velocità della luce. E dal 40% alle europee a perdere addirittura Siena, Pisa e Ivrea in un nanosecondo storico. Tornando a questa calda estate, Salvini alle elezioni ha preso circa metà voti del Movimento 5 Stelle. Oggi viene accreditato circa alla pari. Un balzo in avanti che sa molto di cotta estiva. Un amore sbocciato sulla spiaggia dove gli italiani non vogliono più che sbarchino orde di immigrati clandestini. Una comunione d’intenti ma anche un certo feeling caratteriale per il personaggio Salvini la cui rudezza ben incarna la rabbia di certi cittadini e tranquillizza le loro paure. La Lega però – a differenza del Movimento 5 Stelle – propone ben poco di innovativo sul piano politico. Oltre ad essere il partito più vecchio in parlamento, si ispira – per parole di Salvini – alla Le Pen e ad Orban anche se ovviamente in salsa bonaria italiana. Rientra cioè in uno schema ideologico antiglobalizzazione già noto e fa riferimento a una cultura politica preesistente che sono ritornati di moda - grazie o per colpa - dell’immigrazione clandestina di massa e delle nuove sfide della società multietnica in tempo di crisi. Sfide e cui rispondono con la “chiusura”, con “gli italiani che vengono prima”, con la difesa dei confini e degli interessi nazionali in genere. È il dondolo che torna indietro verso lo stato-nazione dopo la dolorosa sbornia globalista. Anche come struttura, la Lega è molto tradizionale: si basa su un leader forte, su dei gerarchi a lui fedeli e su politici di professione a cascata fino ai comuni alpini. La cotta estiva degli italiani per Salvini è quindi più che comprensibile e potrebbe rivelarsi perfino utile. Ma rimane una cotta. E vedremo quanto durerà. Di certo però, quando cambierà il vento e le giornate si faranno più fredde e corte, quando si placheranno certe paure e quando certi protagonismi cominceranno a stancare il cuore ferito degli italiani, i sentimenti per il Movimento 5 Stelle non subiranno nessun contraccolpo. Anzi, sono destinati a sbocciare ulteriormente. Il potenziale politico del Movimento va ben oltre questa esperienza di governo con la Lega, va ben oltre i problemi e le ansie contingenti. È un progetto di lungo periodo. Un progetto solido perché non basato sulla popolarità di qualche capo ma su idee e prassi politiche innovative e rivoluzionarie. Il Movimento propone un rapporto serio e duraturo coi cittadini, non una cotta.

Tommaso Merlo

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permalink | inviato da Merlo il 11/7/2018 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 luglio 2018
POLITICA
Il prossimo governo sarà giallo

Doveva succedere chissà quale disastro col Movimento 5 Stelle al governo. Mercati che impazzivano, istituzioni che crollavano, complotti internazionali. Ed invece nulla. Era solo fango. Il Movimento ha iniziato davvero col piede giusto. E con umiltà e serietà sta portando a casa i primi risultati. Questo nonostante le enormi pressioni a cui è sottoposto, nonostante l’enorme responsabilità del compito e nonostante un alleato, Salvini, che è partito col botto. In parte perché è la stagione dei migranti, in parte per suo carattere e stile. La Lega è una forza politica molto diversa dal Movimento e lo è sia nei contenuti sia nella forma. Ma non c’erano alternative e questa prima esperienza di governo potrebbe giovare molto al Movimento che sta accumulando esperienza e può dimostrare al mondo il suo valore e la bontà delle sue tesi. Tutt’intorno il solito inferno nostrano. Gli sconfitti vagano irosi come bestie ferite. Di Maio e tutti i ragazzi non si devono far intimorire. Devono tranquillamente concentrarsi sul loro lavoro quotidiano che i cittadini a 5 stelle sono vaccinati contro la propaganda e le falsità del vecchio sistema. Sono immuni alla stampa faziosa e alle solite ipocrisie delle caste che hanno rovinato l’Italia. Il Movimento non sarebbe arrivato fino a questo punto se fosse diversamente. Ma non solo. Il vecchio sistema è talmente sputtanato che appena apre bocca ottiene l’effetto opposto e cioè rafforza il Movimento e il desiderio d’insistere col cambiamento. Il resto è cronaca. Nera. Renzi è malato di azzardopatia, la fiche è se stesso, il tavolo verde quello della politica. Più perde, più rilancia. Qualcuno dovrebbe aiutarlo, si sta davvero autodistruggendo e come sempre accade per tali patologie, a pagarne le conseguenze è anche tutta la sua famiglia. Quella del Pd che ormai va d’accordo solo su un punto: la propria fine prematura. Gli italiani gliene saranno grati ma nel frattempo la lunga agonia del fu centrosinistra aiuta il governo gialloverde perché gli italiani hanno sotto gli occhi cosa rischiano tornando indietro. La peggiore classe dirigente della storia repubblicana. Stesso discorso per Forza Italia. Berlusconi è malato però di messianicità. È già defunto da anni – politicamente - ma crede di essere risorto. Così ogni tanto riappare ma dato che nessuno lo caga più, sparisce di nuovo, col broncio, in attesa del Giorno del Giudizio. Ormai attendono il funerale anche i suoi discepoli più stretti così potranno finalmente cominciare a scannarsi per accaparrarsi l’eredità. Il vecchio boss creperà senza eredi politici ma in compenso lascia un sacco di roba. Pagine di cronaca davvero nera. Il quadretto delle opposizioni intestine è completato dai Comunisti col Rolex che ogni santo giorno s’inventano una nuova pagliacciata. Manco fosse carnevale tutti i giorni. Il loro spassoso giochetto è sempre lo stesso. S’inventano un dittatore, ci appiccicano qualche “ismo” e cominciano a provocarlo con versacci e pernacchie convinti di dover salvare il mondo con la propria superiorità morale. Oggi tocca a Salvini ma loro sperano di colpire anche il Movimento insieme al “dittatore”. Di sponda. Tutto tempo perso. E questo è un altro punto che Di Maio ed i ragazzi devono tenere a mente nei momenti più difficili. Il tempo della propaganda a vanvera e delle strumentalizzazioni ipocrite è finito. I cittadini delle “parole” e delle scenette simboliche dei vecchi politicanti non si fidano più, vogliono e credono solo ai fatti. Non miracoli, ma fatti concreti e coerenti col contratto. L’agenda in mano al governo è la stessa degli italiani - che è già un gran passo avanti – ora si tratta di metterla in pratica. E anche se la torta alla fine dovesse uscire senza tutte le candeline, i cittadini a 5 stelle saranno in grado di valutare il complesso contesto di questo governo ed apprezzeranno comunque impegno, onestà, sobrietà e trasparenza dei portavoce. La cagnara dei nemici fa solo un favore al Movimento. Siamo solo al primo capitolo, se continua così il prossimo governo sarà giallo.

Tommaso Merlo

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permalink | inviato da Merlo il 11/7/2018 alle 8:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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