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15 febbraio 2017
POLITICA
Dietro la scissione del Pd

Bersani e D’Alema non contano nulla, se contavano qualcosa avrebbero inciso nei tre anni di governo Renzi. Danno solo fastidio e più si espongono più rafforzano Renzi ed i suoi tirapiedi. La novità dopo la Waterloo referendaria, è che dei pezzi del regime renziano si sono staccati. Il ministro Orlando, Emiliano governatore pugliese e quello toscano Rossi. Quali sono le ragioni di tale frattura? Forma e contenuti. Forma, a molta gente di centrosinistra il neo populismo berlusconiano col grande capo al comando, l’annientamento del partito e degli organismi intermedi, non va giù. Vogliono tornare intorno ad un tavolo e parlare come un partito che si definisce democratico dovrebbe fare. Sostanza, Renzi ha copiato alla destra anche il programma togliendo diritti ai lavoratori, delegittimando i sindacati e andando in passerella con Marchionne e banchieri. Quello di Renzi non ha nulla a che fare col Pd originario a trazione popolare. Renzi ha potuto fare quello che ha voluto perché messo lì da Napolitano per dare una scossa ad un paese addormentato. Il Pd si è adeguato, per interessi, per amor della ditta e amor di patria. Il problema è stato che oltre alla batosta madornale al referendum, Renzi ha fallito clamorosamente tutti gli obiettivi. Sia quelli delle riforme istituzionali che quelli della ripresa economica. I fatti: la quantità e la qualità del lavoro, i salari e il costo della vita, le tasse, i servizi pubblici, le prospettive per i giovani, la realtà, rema tutta contro Renzi. Un fallimento politico che sta risvegliando nel popolo, forti nostalgie verso una vera politica di sinistra che oggi in Italia è rimasta senza voce. E cioè visto che scimmiottare Berlusconi non ha funzionato, tanto vale fare la sinistra per davvero. Il successo dei rivoltosi dipenderà dalla base, dagli elettori, alla fine. Quanti sostenitori del Pd si sono berlusconizzati e si sono personalmente innamorati di Renzi e si trovano a loro agio nel populismo, e quanti invece riescono ad ammettere il fallimento storico di Renzi, forme e contenuti, e tornano ad anteporre la coerenza a dei valori ad una storia ad una cultura e a quello che ne rimane. Sono due vie profondamente diverse a confronto, e contenuti che possono portare ad una scissione se il popolo del Pd decidesse di rimanere tale e smetterla di fidarsi di qualche pifferaio magico come ha fatto la destra per troppi anni inutilmente.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 15/2/2017 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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