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7 novembre 2017
politica interna
La mafia vince in Sicilia ma non solo …

Il Bomba non lo votano più neanche i parenti, prima o poi imploderà e amen. La mafia invece continua a votare destra. Meno, si astengono pure loro ma il fascista Musumeci si è tappato il naso a sufficienza per raccattare i voti che gli servivano per vincere. Una manciata, sporca. Cinque anni con la camicia imbrattata di fango, son soddisfazioni. E che la Commissione antimafia chiuda, cosa servono i nomi dei criminali dopo il voto? Ad umiliare chi non vuole rassegnarsi all’onestà? Quando Berlusconi vinse 61 a 0 in Sicilia, per chi votò la mafia? Nessuno ha mai risposto. Sono seguite sentenze che in qualsiasi paese moderno avrebbero costretto la mummia di Arcore dietro alle sbarre o a scappare dalla vergogna. E invece quel vecchio rincoglionito ce lo troviamo che gira ancora col pannolone a osannare la vittoria dei moderati. Come se chi fa affari con la mafia potesse definirsi moderato e non brutale estremista assetato di potere. Colpa della demografia, siamo un paese di vecchi, anche dentro, e l’incontinenza fa tenerezza. Colpa delle bagasce politiche all’alfano pronte a fare le protesi di chiunque gli dia un posto dove appoggiare il deretano per un po'. Il Movimento 5 Stelle vince da solo contro una accozzaglia di partiti che non hanno nulla in comune se non la determinazione a continuare ad arricchirsi sulle spalle dei cittadini come parassiti assatanati. Eserciti di piccoli ego bulimici in cerca di una sedia, di una rendita, di un senso nella loro inutile vita. Gli stessi che hanno rovinato la Sicilia e l’Italia intera. Eppure la metà non vota, se ne sta a casa sul divano a guardare Barbara d’Urso anche quando ha l’occasione di cambiare le cose. Troppi anni di delusioni e abusi che hanno convinto la maggioranza che la politica alla fine non conti nulla. Come se la mala politica del passato abbia distrutto perfino la politica in sé, convincendo le persone che l’unica soluzione sia fottersene. Una idea suicida che oggi permette a Musumeci e ai suoi amici di rimanere a galla e che rischia di condannare l’intero paese se non curata. Questa è la sfida dei prossimi mesi come dice giustamente Luigi: far rinascere la fiducia nella politica. Senza di essa la democrazia non ha senso, da soli non contiamo nulla e rischiamo di dare il nostro destino comune in mano a dei criminali come dimostra il rigurgito fascista. Quella del Movimento in Sicilia è una vittoria storica. Una vittoria politica e anche morale. Da oggi fare certe porcherie sarà molto più difficile a Palermo e dobbiamo insistere perché un domani lo sia anche a Roma.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 7/11/2017 alle 7:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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