.
Annunci online

tommasomerlo
Art is Fun

10 febbraio 2018
POLITICA
La notte di Arcore

Una folla di sostenitori 5 Stelle legge in coro la sentenza Dell’Utri ad Arcore, a pochi metri dalla villa di Berlusconi. Una scena terrificante per un paese occidentale. Nel caso ce ne fosse ancora bisogno dopo trent’anni, i giudici hanno certificato in Cassazione come il tre volte presidente del Consiglio ed attuale candidato premier scese a patti con la mafia. Una verità storica dimostrata fino alla noia perfino da testimoni diretti come il boss Di Carlo e da decine di prove e controprove. Una verità vergognosa che getta l’Italia intera nel fango ma che milioni di cittadini italiani - almeno il 15% che i sondaggi attribuiscono a Forza Italia - sembrano ancora ignorare. Si tratta di storia, di fatti certi. Berlusconi invitò la cupola mafiosa nei suoi uffici di Milano nel 1974 e da allora pagò profumatamente Cosa Nostra per anni. Prima per la protezione della sua famiglia (e cioè invece di rivolgersi alle Forze dell’Ordine, Berlusconi comprò protezione dalla mafia) poi per l’istallazione delle sue antenne televisive in Sicilia e collaborando fattivamente anche alla nascita di Forza Italia. Fatti di una gravità inaudita. In nessun paese occidentale un politico con tale passato potrebbe minimante ambire a ruoli politici o istituzionali. Un tale personaggio sarebbe trattato dall’intera popolazione come un traditore o più semplicemente come un mafioso pericoloso per la collettività. Come è possibile allora che circa 5 milioni di cittadini italiani sembrano disposti a votarlo ancora? Tra loro c’è di certo una minoranza di sprovveduti che non sanno o non hanno capito. Cittadini che si informano poco e magari guardando Rete 4 pochi giorni prima del voto. Ma la grande maggioranza di quel 15% si divide in due categorie. Una elitaria che trae vantaggi dal potere economico e mediatico di Berlusconi. Poltrone, visibilità, soldi. La classe dirigente del partito, delle sue aziende e di chi gli gravita attorno da Roma fino alla provincia. Gente che ha svenduto la propria coscienza e a cui spetta il mesto destino del suo padrone. Il problema vero è la seconda categoria - più numerosa e deleteria in una democrazia - quella dei faziosi cronici, dei cittadini tifosi. Gente che non vuole conoscere la verità storica, oppure – se per sbaglio la scopre – preferisce negarla, preferisce minimizzare e concentrare i due neuroni che gli rimangono liberi per scatenarsi contro i nemici, contro la curva avversaria. Cittadini tifosi che ripetono quanto urlato dal capo della curva e per cui l’odio contro gli avversari prevale su tutto, anche sulla verità, anche sulla propria dignità. Cittadini tifosi che hanno fatto la fortuna di Berlusconi che li ha sempre usati negando l’evidenza ad oltranza e dando la colpa a fasulle congetture e persecuzioni dei suoi avversari. In passato ai giudici e ai comunisti, oggi ai 5 Stelle. Una cultura civica suicida per una democrazia e che riguarda anche fette ingenti del giornalismo, delle istituzioni e delle altre forze politiche. È questa la domanda che rimane sospesa nella notte di Arcore. Com’è possibile che Berlusconi sia stato e sia ancora ritenuto un interlocutore politico degno? Com’è possibile che la nostra Repubblica sia stata umiliata fino a questo punto?

Tommaso Merlo

www.facebook.com/ebook.merlo/




permalink | inviato da Merlo il 10/2/2018 alle 11:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 174206 volte