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3 aprile 2018
POLITICA
Occhio a Salvini

Fino a quando la Lega era al 4 percento Salvini era considerato un pericoloso ed inaffidabile razzista, preso il 16 è diventato un genio della politica e della comunicazione. Un leader politico di tutto rispetto che potrebbe puntare addirittura a diventare Premier. Ma il boom della Lega non è dovuto a Salvini che gli italiani conoscono fino alla noia grazie alla sua carriera ventennale da politicante. Il boom della Lega è dovuto all’invasione dei migranti e alla paura e alla disperazione che ha generato nei cittadini che si sono ritrovati soli davanti ad una emergenza inaudita senza che nessuno si degnasse di spiegargli cosa diamine stesse succedendo ma solo chiedendo posti letto dove far dormire questi disperati. Un’invasione inedita nella storia d’Italia e fuori controllo che ha colpito soprattutto le periferie delle città ed i comuni di provincia dove gli italiani combattono già da anni contro una crisi economica devastante. Il successo della Lega è tutto qui. Se al posto di Salvini ci fosse stato Topolino, la Lega avrebbe preso molti più voti, avrebbe convinto anche i più moderati. Altro che genio. I cittadini hanno votato la Lega perché mentre la crisi li depredava di pane e diritti, un’invasione fuori controllo metteva a rischio perfino la loro identità. E se c’è una forza politica che ha esperienza nel prendere di mira i “diversi” ed ergersi a paladina della difesa etnica e territoriale, quella è proprio la Lega. Lo dice il suo curriculum, si è fatta le ossa coi “terroni” e si è specializzata coi “negri”. Salvini si è fatto conoscere a livello nazionale per aver proposto i vagoni per neri sulla metropolitana di Milano o per cantare “quanto puzzino i napoletani” o per essere un “fannullone” in quel di Bruxelles. Ma per capire chi sia davvero Salvini basta pensare a pochi mesi fa, quando votò una indecente legge elettorale tradendo la parola data e non facendosi nessuno scrupolo ad allearsi col pregiudicato di Arcore dopo che per anni diceva che Berlusconi era il passato e la Lega sarebbe andata da sola. Salvini è un politicante di professione che ha dimostrato di essere del tutto inaffidabile anche sui contenuti che ha sempre modellato sulle paure e sulle sofferenze dei cittadini in modo da sfruttarli a fini elettorali. Ce lo insegna la sua storia. Salvini si è rimangiato anni ed anni di lotta per l’Indipendenza della Padania ed è finito ad elemosinare voti sulla Sila. Salvini ha preso una Lega che si dichiarava ispirata dai Partigiani portandola ad accarezzare ambienti fascisti per qualche voto in più. Salvini è quello che si è scagliato contro la Chiesa colpevole di aiutare i migranti per poi giurare in Piazza Duomo sul Vangelo. La solita vecchia politica stracciona ed opportunista. Tutto questo il Movimento e Di Maio lo devono tenere ben presente. Può darsi che in questa fase un Salvini senza Berlusconi possa servire per realizzare qualche punto programmatico, magari qualche punto legato all’invasione dei migranti ma sempre con le dovute precauzioni. Salvini non è un genio, non lo è mai stato. Salvini è un vecchio politicante a cui stare all’occhio.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 3/4/2018 alle 9:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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