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6 aprile 2018
Stampa orfana

Dopo il 4 marzo, orde di giornalisti sono rimasti senza padroni politici in Italia. Vagano come orfani abbandonati nelle redazioni dei giornaloni e delle televisioni in attesa di lumi. Sanno che l’abbraccio viscido col potere ha distrutto il loro mondo. Partiti e baroni falliti hanno trascinato il giornalismo nel baratro di credibilità in cui sono precipitati. Le ultime elezioni hanno dimostrato come la stampa in Italia sia del tutto ininfluente. Nonostante tonnellate di fango giornaliere, i cittadini hanno votato 5 Stelle e Lega in massa. I giornaloni ormai non li compra più nessuno e anche i pochi eroi che seguono la politica in televisione alla fine decidono di testa propria. Siamo al paradosso. Il fatto che giornaloni e televisioni tifassero per il vecchio sistema, è stato un motivo in più per votare il cambiamento. A furia di filtrare la realtà a fini politici, la reputazione dei giornalisti è talmente sprofondata che ottiene l’effetto opposto. Una situazione insostenibile destinata a detonare per due ragioni: economica e democratica. Per chi ci mette i soldi: se la manipolazione giornalistica della realtà per compiacere padroni e lobby di riferimento ottiene l’effetto contrario, che senso ha buttar via milioni di euro per pagare migliaia di stipendi a vanvera e contribuire alla distruzione delle foreste stampando tonnellate di carta inutile? Nessuno. Soldi buttati dalla finestra, sia privati che pubblici. E c’è da scommetterci che se nascesse addirittura un governo 5 Stelle-Lega, molti grandi editori faranno pulizia nelle redazioni dei giornaloni e torneranno a fare un giornalismo degno di questo nome. Sarebbero costretti a ripuntare su un giornalismo indipendente, trasparente e pulito al servizio dei lettori in modo da riconquistare quella dignità e quel senso perduti. C’è poi un aspetto più generale che riguarda la nostra democrazia. La stampa svolge un ruolo fondamentale di raccordo tra istituzioni e cittadini, gli italiani hanno il diritto di essere informati in modo onesto e completo senza che qualcuno si permetta d’inventare balle o limare a destra e sinistra per compiacere qualche potente o le proprie paturnie politiche. Se il mondo del giornalismo italiano - perduta ogni residua credibilità - non è più in grado di svolgere quel ruolo, allora va rifondato completamente nella direzione di tornare alle radici della deontologia professionale, altro che giornali-partito, altro che plotoni di esecuzione, roba da terzo mondo. Una stampa sana é un diritto dei cittadini e un tassello cruciale del nostro sistema democratico che non può continuare ad essere inquinato da follie egoarche. Per questo il 4 marzo è una data che potrebbe venire ricordata anche dalla malconcia stampa italiana, il giorno in cui è rimasta orfana ed ha dovuto prendere atto di aver seguito il triste destino dei suoi padroni. Un giorno drammatico per il meschino giornalismo politicizzato, un gran bel giorno per tutti noi.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 6/4/2018 alle 8:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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