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17 maggio 2018
POLITICA
Salvini, il contratto e le malelingue

Ecco perché Salvini ha insistito per un governo coi 5 Stelle, col vecchio Cainano un contratto di governo del genere se lo scordava. Con Forza Italia si sarebbe piegato alla solita inconcludente politica burocratica ed elitaria vecchia maniera, quella ispirata da classi dirigenti sazie che non hanno nessun reale interesse a cambiare le cose, anzi. Una delle litigate tra Lega e Forza Italia in campagna elettorale fu proprio su questo punto. Il Cainano era andato a Bruxelles autoproclamandosi argine alle intemperanze populiste del suo giovane alleato padano e garante dello stoico servilismo di quel cane che abbia e non morde mai che in Europa si chiama Italia. Il Cainano si era spinto a candidare come premier Tajani che nel cuore della burocrazia europea si è addirittura rifatto una vita e pure ricca e felice a quanto pare. Più che guinzagli, catene con cui legare mani e piedi al capo leghista. Ma mentre lo spettro del Cainano girava per i palazzi europei per ritrovare brandelli di credibilità dopo condanne e scandali che oltralpe avrebbero stroncato chiunque, Salvini girava per l’Italia dove di quella peraltro finta moderazione, di quella continuità e stabilità non fregava niente a nessuno, anzi, pur di uscire da una crisi allucinante avrebbero mandato all’aria volentieri gli artefici dell’Euro e di tutte quei fardelli burocratici che si aggiungono alle selve nostrane. Il programma della Lega aveva punti in comune con quello dei 5 Stelle su molte questioni anche europee ma c’è di più. La sintonia tra 5 Stelle e Lega è anche motivazionale e generazionale. Sono movimenti composti da gente giovane che avendo un futuro hanno anche interesse e voglia di cambiarlo, cose che mancano del tutto ad un miliardario ultraottantenne e di riflesso agli impiegati del suo partito personale. 5 Stelle e questa Lega rappresentano bene o male istanze reali ed un impetuoso desiderio di cambiamento che scorrazza deluso per anni tra le strade del Belpaese. Sono vive espressione dell’oggi, non inermi reliquie. Ecco allora che ha senso la mossa di Salvini di mollare la sua fasulla coalizione di centrodestra. Con la palla al piede del decrepito Cainano avrebbe continuato con la specialità della casa, le chiacchiere. Coi 5 Stelle punta a farsi una reputazione basata su qualche fatto concreto finalmente. Stando alla cronaca, nonostante le infamate giornalistiche degli ultimi giorni, nel contratto di governo Lega-M5S non si parla né di uscire dall’Euro, né dall’Europa. Quello che il nuovo governo vuole mettere in discussione non è il progetto politico continentale, ma il modo in cui funzionano le istituzioni europee ed alcune regole del gioco che ci penalizzano. Altro che Italexit o Viktor Orbán de noialtri, altro che barbari a Roma, il contratto si ripromette una virata senza compromettere il disegno politico europeo che al di là dei disastri dovuti all’introduzione maldestra dell’euro e alla infestante burocrazia, rimane la dimensione politica minima in un futuro che sarà sempre più una questione tra continenti. Il contratto Lega-M5S è più che ragionevole e spiazza le malelingue giornalistiche terrorizzate da un cambiamento che prima o poi colpirà anche loro. L’unica cosa che sorprende davvero del contratto è perché quelle cose non le abbiano fatte i governi precedenti. Non resta che attendere la firma e una sacrosanta consultazione dei militanti.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 17/5/2018 alle 11:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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