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14 giugno 2018
POLITICA
Migranti e comunisti col Rolex

Alla riserva indiana dei comunisti col Rolex dei migranti non fotte nulla. Li usano solo per attaccare il governo gialloverde nella speranza di una rivincita e di ritrovare un senso politico ormai smarrito. Le “classi subalterne” che li votavano, gli hanno del resto girato le spalle da anni. E così i comunisti col Rolex tentano di usare altri poveracci per ergersi a paladini della moralità universale calpestata dal popolo bue vittima di politicanti visceralmente fascisti. Lo hanno sempre fatto, anche quando non avevano il Rolex. Si sono sempre ritenuti i più colti, i più giusti ed hanno sempre guardato il mondo dall’alto verso il basso. Un mondo che anno dopo anno ha smesso di dargli retta. E la colpa ovviamente è del mondo, non loro. Se sono finiti nella riserva indiana è colpa degli “altri”, è colpa di quei rigurgiti fascisti che non muoiono mai. Vanno capiti. I comunisti hanno senso se esistono anche i fascisti. Per questo bollano tutto come fascismo, perché intellettualmente bloccati nel passato, hanno disperato bisogno di trovare un nemico che gli dia quel senso politico che non hanno più nella società di oggi. Ed allora eccoli, compatti più che mai dopo l’ennesima legnata presa il 4 marzo. Eccoli immolarsi a difesa di quei poveracci dei migranti, eccoli salire sul pulpito e predicare umanità. Ma la loro chiesa è vuota e fuori la realtà racconta tutta un’altra storia. Fermare l’immigrazione clandestina di massa, fermare la tratta di esseri umani, è nel primo interesse dei migranti che oggi nel tragitto crepano di stenti, subiscono torture, annegano in mare, vengono depredati dagli scafisti. Un inferno inaccettabile ma anche assurdo. Dopo un’odissea penosa, i migranti sopravvissuti finiscono o sfruttati come schiavi oppure in qualche dormitorio in attesa di permessi che non arriveranno mai perché a casa loro non c’è nessuna guerra ma splende il sole e restano così per anni sdraiati sulle brande o seduti su qualche muretto con l’i-Phone in mano in attesa del rancio e in attesa di un areo che li riporti a casa a spese nostre e questo perché quel paese ricco in cui sono entrati illegalmente non li vuole e non li vuole perché non è poi quel paradiso in terra e nemmeno lì si colgono i soldi sugli alberi ma bisogna sputare sangue una vita intera per raccattare qualche soldo e perché gli immigrati in quel finto paradiso non arrivano solo dal Continente Nero ma da tutto il mondo perché quella maledetta ed eterna crisi è una brutta storia per tutti, è una brutta storia globale. Altro che razzismo, altro che fascismo. Lotta tra poveri. Da una parte quelli nuovi difesi dai comunisti col Rolex, dall’altra quelli vecchi che a furia di fregature si sono emancipati da certe allucinazioni ideologiche. Cittadini che guardano semplicemente la realtà e hanno capito che una cosa sono i fisiologici e perfino auspicabili flussi migratori legali, un conto è assistere i profughi in fuga dalle guerre, un altro conto è invece l’immigrazione clandestina di massa. Popoli che inseguono il miraggio della Terra Promessa e finiscono in un vicolo cieco in condizioni peggiori di quelle che si sono lasciati alle spalle. Un vicolo cieco per loro e un vicolo cieco per chi li ospita che deve spendere una marea di soldi per mantenerli a vanvera per anni e poi pagargli pure il volo di ritorno. Una marea di soldi che vanno sommati a quelli spesi nel tentativo di bloccare i trafficanti di uomini nel deserto coi militari, i soldi spesi per i campi profughi nel nord Africa e per le operazioni di salvataggio in mare e quant’altro. Una marea di soldi sprecati per niente e che potrebbero essere invece utilizzati in maniera molto più utile ed intelligente per tutti compreso per i migranti con progetti di cooperazione internazionale che aiutino lo sviluppo dei loro paesi d’origine. La Terra Promessa non esiste per nessuno. Esistono invece i problemi concreti che la politica deve tentare di risolvere. Sono sempre meno quelli che si possono permettere il Rolex e ritirarsi in certe elitarie riserve politiche a vagheggiare assurde vendette.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 14/6/2018 alle 10:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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