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29 novembre 2017
POLITICA
Berlusconi è malato

Oltre a passare alla storia come il politico più lercio della Repubblica, Berlusconi verrà usato dalle generazioni future come esempio di una vita buttata nel cesso. Berlusconi è ricco sfondato, ha 81 anni, eppure non trova di meglio da fare nella vita che continuare a vendersi come una puttana sul mercato elettorale passando da un palco all’altro. Cosa gli è servito accumulare tutti quei soldi ed averi se poi non è in grado di goderseli? Berlusconi potrebbe girare il mondo nel “paradiso” del super lusso da decenni, avrebbe potuto dedicarsi a qualunque causa del pianeta, e invece ce lo troviamo sempre tra i piedi tra Fazio e Vespa col cerone in faccia. Siamo alla patologia evidente, Berlusconi è schiavo di un ego malato. Una persona sana di mente di 81 anni si renderebbe conto dei limiti fisici e intellettivi dovuti alla sua età, capirebbe di avere la forza e le capacità giusto per occuparsi dei suoi dudù, capirebbe che se ha fallito un quarto di secolo prima figurati oggi tra dentiere e pannoloni, comprenderebbe di non avere nessun senso politico nell’Italia di domani se non quello d’inquinare ulteriormente la democrazia con la propria presenza. Ma se spendesse cinque minuti da solo, Berlusconi si sparerebbe in testa a pensare a tutte le porcherie che ha combinato nella vita e alla sua pochezza morale. La solitudine lo terrorizza, ha bisogno di stare in mezzo alla gente, di mettersi in mostra, di dare spettacolo. È il riscontro altrui che lo fa esistere, applausi o sputi non importa purché qualcuno interagisca con la sua maschera e lo faccia sentire vivo. Berlusconi è condannato a scappare dal disastro della sua vita e da se stesso. È la storia di pinocchio degenerata, il burattino che vince sulla persona e la domina spingendola ormai oltre i limiti del ridicolo. Un burattino esiste solo sul palco, durante lo show. Spente le luci giace inerme nel buio di qualche scatola, inutile, spento, vuoto. Che Berlusconi ammetta di aver fallito come politico e di aver usato la Repubblica per i fatti propri - scappare dai processi e le sue aziende – è impossibile, vorrebbe dire che ha una coscienza ed è capace di analizzarsi. Che Berlusconi ammetta di aver fallito come uomo è ancora più impensabile. I burattini sono di legno e finché i riflettori si accendono su di loro vanno avanti imperterriti, non possono guardarsi dentro, non vogliono guardarsi indietro, conta solo il nuovo copione, il prossimo spettacolo. Si dirà, in un paese sano un vecchio burattino come Berlusconi sarebbe a marcire in soffitta da anni. Lo sarebbe se la giustizia italiana non fosse molle coi ricchi ed i potenti (unico vero traguardo politico di Berlusconi). Lo sarebbe se Forza Italia fosse un partito e non una compagnia teatrale di proprietà del burattino. Lo sarebbe se in Italia fosse maturato un senso civico degno delle democrazie moderne grazie al quale distinguere tra burattini e persone. Lo sarebbe se tutti i cittadini capissero l’importanza fondamentale del proprio voto.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 29/11/2017 alle 9:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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