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10 gennaio 2018
POLITICA
L’inferno di Silvio

Inferno e paradiso sono qui, su questa terra, e i conti si pagano prima di congedarsi. L’inferno di Silvio Berlusconi sta divampando in tutta la sua ferocia in queste settimane di campagna elettorale. Visibilmente segnato dall’età sia nel corpo che nelle sue capacità intellettive, Berlusconi – cacciato dalle istituzioni per l’infamante condanna da evasore – è costretto alla sua età ad umiliarsi pubblicamente candidandosi lo stesso. È talmente disperato che a 81 anni è costretto a fare campagna elettorale anche se ineleggibile, anche se interdetto dai pubblici uffici. Come un vecchio barbone rigettato dallo Stato che fuori dalla porta, in ginocchio, supplica di lasciarlo rientrare. Quale mortificazione peggiore per un uomo che lo Stato lo ha sempre disprezzato per raccattare voti ed ingannato evadendo milioni di Euro di tasse e scendendo a patti con la mafia, quale mortificazione peggiore per un ricco ultraottantenne che essere costretto a prostituirsi pubblicamente di nuovo per strappare un misero scranno che legalmente non gli spetta. Strategie per far pressioni su Strasburgo, ma la sostanza non cambia. Questa patetica ricandidatura di Berlusconi è la tragica ammissione del devastante fallimento della sua vita. Berlusconi è entrato in politica nel 1994 per sfuggire ai processi e salvare le sue aziende, nel 2017 si trova nella stessa identica situazione. Un quarto di secolo buttato nel cesso. Decenni spesi a usare la politica a fini personali, milioni di Euro spesi in avvocati, decine di processi, miliardi di parole spese a vanvera e alla fine Berlusconi è punto e a capo, è costretto ad esporsi di nuovo alla sua età agli sputi e agli insulti di milioni di persone pur di riuscire a scappare dalla galera e proteggere Mediaset. Milioni di persone che da qui al 4 marzo gli ricorderanno fino alla noia i danni devastanti alla democrazia che ha compiuto e il disastro morale ed economico in cui ha ridotto l’Italia da Presidente. Milioni di persone che gli sbatteranno sotto il naso la verità. Questa è la vera condanna infernale di Berlusconi. A 81 anni potrebbe rimanere a dormicchiare sul divano con le pantofole e lasciare che la demenza senile galoppante lo aiuti ad autoconvincersi di essere stato un grande statista ospitando di tanto in tanto qualche leccapiedi con cui sorseggiare una tisana e magari nipoti bramosi di una fetta di regno. Berlusconi potrebbe godersi gli ultimi anni lasciando che il marasma cerebrale coccoli il suo ego perverso. E invece no. Deve rispondere di aver corrotto delle mignotte dell’età dei suoi nipoti per mentire ai processi. Deve difendersi dalle accuse dei pentiti di mafia che lo indicano come mandante delle stragi del 1993. Deve continuare a usare la politica per proteggere gli interessi della sua azienda ma soprattutto, Berlusconi deve reagire ad un Movimento di milioni di italiani, quello a 5 Stelle, che non ha nessuna intenzione di scendere a patti con lui come ha fatto il Pd, lo tratta apertamente per quello che è ed ha intenzione di risolvere finalmente l’abnorme conflitto di interessi con cui Berlusconi inquina da decenni l’Italia. Difficile immaginare inferno peggiore e più meritato.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 10/1/2018 alle 11:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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