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31 gennaio 2018
POLITICA
Impresentabili e seggi sicuri

Lo devono ammettere anche i giornaloni, le liste elettorali dei vecchi partiti sono zeppe d’impresentabili. Unica eccezione i 5 Stelle che richiedono la fedina penale pulita e dispongono di un codice etico. Gli italiani si ritroveranno così nella scheda non solo dinosauri e paracadutati ma anche inquisiti e ladri certificati. Ancora una volta, nonostante tutto. Ma come è possibile che i vecchi partiti osino ancora tanto? Come è possibile tale inaudita arroganza? Di certo la loro non è sprovvedutezza, sanno perfettamente quello che fanno. Si tratta di professionisti della politica, gente che nella vita non ha fatto altro che tramare per essere eletta e sguazzare nella cosa pubblica, gente molto esperta. E allora perché tanta cocciuta sfacciataggine? La risposta più ovvia potrebbe essere perché se ne fregano di tutto e di tutti e ci provano. Chi per ottenere l’immunità, chi perché deve rimpinguare il conto corrente, chi perché è in cerca di vendette o di senso, chi perché non sa fare altro. Ma in realtà c’è di più. C’è un sistema che in Italia permette ancora tali obbrobri, il sistema dei vecchi partiti. Orfani di ideologie e credibilità, quello che rimane dei vecchi partiti non è altro che un cartello di baroni, di potentati, di lobby più o meno occulte. Un gruppo di capibastone alleati tra loro che si spartiscono il territorio e un capo supremo che li coordina. È evidente ad esempio nel Pd dei De Luca come nella Forza Italia dei Formigoni o nella Lega dei Bossi. I vecchi partiti non esistono in sé e quindi sono privi di remore morali o regole etiche o cultura comune. Sono privi di anticorpi, di anima. Vince il barone più potente, quello che controlla più voti. Che sia con fritture di pesce o letti d’ospedale o qualche euro in contanti non importa. Quando poi qualche barone si pesta i piedi, interviene il capo. I più servili vengono premiati mentre i ribelli o quelli finiti in disgrazia vengono spediti in periferia. Una lugubre depravazione democratica che però sopravvive anche per colpa dei cittadini che si piegano al ricatto del voto di scambio e di coloro che garantiscono i cosiddetti “seggi sicuri”. E cioè cittadini di un territorio che votano da decenni sempre allo stesso modo. Come se non fosse ancora crollato il muro di Berlino e contassero ancora giurassiche contrapposizioni ideologiche. Come se votare fosse un’abitudine come andare in vacanza sulla stessa spiaggia o il cotechino a capodanno. Come se non fosse un dovere civile informarsi ad ogni tornata e selezionare severamente la classe politica facendogli pagare i loro fallimenti e le loro porcherie. Senza paraocchi, da uomini liberi. Le democrazie evolvono quando evolve il popolo che le anima. E solo quando i seggi smettono di essere sicuri o comprabili, gli impresentabili smettono di inquinare la democrazia. Oggi, grazie ai 5 Stelle, sembra che il vento sia cambiato, milioni di persone si sono arrabbiate ma hanno anche aperto gli occhi e i baroni impresentabili potrebbero avere commesso un clamoroso errore di valutazione ricandidandosi. Potrebbero rischiare l’estinzione. Finalmente.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 31/1/2018 alle 11:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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