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9 febbraio 2018
POLITICA
Esodo dal Pd e voto utile

Lo dicono i sondaggi, lo dice la Sicilia. Il 4 marzo è una sfida tra destre e 5 Stelle. Se il Pd non crolla sotto al 20 è già un miracolo. Che senso ha allora votarlo? Per rifare l’inciucio con Berlusconi stavolta da pari e allo scoperto? Fingere cioè fino al 5 e poi dire di volersi sacrificare per il bene del Paese contro i populismi? Una mossa azzardata che molti elettori del Pd temono visto l’esodo in atto. Migliaia di compagni ogni giorno fanno le valige. Lo testimoniano quegli zero virgola qualcosa che quotidianamente si volatilizzano rinsecchendo la cifra del Pd a livelli inauditi. Altro che seggi sicuri, sembra che anche gli elettori di pietra stiano rotolando via. Obiettivo? il voto utile. Tentare almeno di far vincere qualcuno e di far incidere il proprio voto. Tra loro alcuni hanno preferito optare per l’originale Forza Italia ed abbandonare la fotocopia renziana. Alcuni sono scappati da Salvini impauriti dalla panzana dell’uomo nero. Ma in pochi se la sono sentita di arrendersi palesemente al nemico storico. Certe porcherie sono sopportabili solo se fatte nei Palazzi, possibilmente nei corridoi, di persona si rivolta la coscienza. Per questo in molti sono in fuga in direzione opposta. Non verso il passato ma verso il futuro. Molti elettori del Pd stanno optando per il Movimento 5 Stelle, unica vera novità politica. Un passaggio non facile che va rispettato. Dopo decenni di presunta “superiorità morale” non è facile venire scavalcati proprio su quel terreno. Dopo decenni di presunta “superiorità intellettuale” non è facile ammettere che dietro a certe parole non è rimasto nulla. Non è facile ammettere di aver avuto torto, non è facile cambiare e non è facile nemmeno capire cosa sia davvero il Movimento soprattutto ad una certa età, soprattutto dopo una lunga militanza. Ad agevolargli il compito ci ha pensato Renzi. Uscito da anni di roboante sforzo governativo con una storica batosta referendaria senza nemmeno spendere cinque minuti di riflessione, Renzi ha fatto fuori quel poco di sinistra che rimaneva nel Pd. Prima assistendo satollo alla scissione, poi falcidiando stalinamente gli ultimi oppositori interni nelle liste elettorali. Legnate sulla testa degli ultimi eroici elettori del Pd. La Boschi premiata sotto le Dolomiti e paracadutata ovunque, la Lorenzin e Casini a Modena e Bologna, il figlio di De Luca a Napoli e compagnia bella d’impresentabili sparsa per lo Stivale. Certe personalità sono così, se ostacolate nel loro impeto innovatore, quando falliscono diventano distruttive. Come per vendetta verso coloro che non li hanno compresi o li hanno addirittura ostacolati. Ce ne faremo una ragione. Nel frattempo, più il Pd crolla nei sondaggi, più si palesa la necessità di un voto utile e l’esodo si gonfia. Vedremo quanti ex Pd preferiranno restare nel passato votando un evasore ottantunenne e un razzista nero e quanti avranno invece il coraggio di aderire alla grande opportunità di cambiamento offerta dai 5 Stelle dopo anni di sterile inciucio.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 9/2/2018 alle 8:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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