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15 marzo 2018
POLITICA
La tentazione del colpo di grazia

Se le classi dirigenti che hanno devastato l’Italia negli ultimi vent’anni avessero avuto senso di responsabilità, onestà intellettuale e rigore morale non si sarebbero nemmeno candidate il 4 marzo. Se fosse gente capace di provare vergogna, di ammettere i propri fallimenti e di anteporre gli interessi collettivi farebbe da tempo un altro mestiere. Per emergere in un sistema marcio lo devi essere anche tu. Politici ma anche giornalisti e burocrati e soloni. Un sistema di potere travolto dallo tsunami a 5 Stelle ma che da giorni starnazza rosicando in televisione e sui giornaloni per rassicurare il loro scarno pubblico residuo - e soprattutto se stessi - che non è successo nulla e che presto tutto tornerà come prima. Ed è proprio questa la loro grande ambizione segreta, quella che alla fine non cambi nulla e che il sistema continui pacificamente a farsi i propri comodi alla faccia di quello che pensano la maggioranza dei cittadini italiani. Per riuscirci devono ovviamente boicottare i 5 Stelle e dimostrare che non ci sono alternative politiche in questa Italia, che Renzi e soci non erano poi così male e a sbagliarsi sono stati gli elettori vittime di miopi derive populiste. In attesa che a pugnalare alle spalle i vincitori delle elezioni siano i politici nei palazzi, la stampa organica si è portata avanti col lavoro spruzzando il solito fango e insultando milioni di elettori del sud che avrebbero votato 5 Stelle per una sorta di mega voto di scambio generato dal reddito di cittadinanza che il Movimento propone da un decennio. Un assaggio di quello che ci aspetterà nei prossimi mesi. Un avvertimento per Di Maio. Allearsi con quello che resta dei radical chic del Pd è un grosso rischio per il Movimento 5 Stelle. Più sono in difficoltà, più certe belve diventano pericolose. Soprattutto con chi li ha ridotte in quello stato portandogli via milioni di voti. E visto che allearsi con quello che resta del clan Berlusconi sarebbe una barzelletta priva di umorismo, resta solo Salvini e poi il voto. Un patto su una decina di cose da fare che garantisca una bella figura sia alla Lega che ai 5 Stelle e poi subito alle urne con una nuova legge elettorale che assecondi il nuovo bipolarismo. Questo sarebbe il colpo di grazia contro il vecchio sistema e alla prossima tornata elettorale Pd e Forza Italia sparirebbero dal panorama politico italiano insieme all’establishment mediatico e burocratico che li supporta. E l’Italia potrebbe davvero girare pagina. Basterebbe un patto dettagliato e a tempo tra i vincitori delle elezioni che affronti pochi punti ma rilevanti. Tale patto avrebbe enormi vantaggi per entrambi. Permetterebbe sia alla Lega sia al Movimento di accreditarsi come forze governative anche a livello internazionale. Permetterebbe ad entrambi di portare a case dei risultati concreti senza lasciare i propri elettori a bocca asciutta ma anzi mettendo le basi per una maggiore vittoria alle prossime elezioni. E una volta realizzato tale patto con successo, la Lega conquisterebbe la guida indiscussa del centrodestra di domani mentre il Movimento 5 Stelle metterebbe le basi per ambire ad una piena maggioranza parlamentare. A giovarne sarebbe poi l’enorme sete di cambiamento che queste elezioni hanno dimostrato e magari dopo la prossima tornata elettorale saranno i vincitori – e non le classi dirigenti sconfitte e colluse – a fare e raccontare la storia di questo paese.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 15/3/2018 alle 9:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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