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29 marzo 2018
POLITICA
La fine del Pd

Il Pd potrebbe estinguersi come tanti altri partiti in passato. Diventare uno zero virgola qualcosa o perire per sempre. Una bella notizia per la nostra democrazia. Una comunità nazionale è in continua evoluzione e con essa i suoi problemi e le sue paure, i partiti che non reggono il passo coi tempi, è giusto che vengano cestinati a favore di movimenti capaci di comprendere la realtà e proporre risposte credibili. Il cuore di una democrazia è il popolo e le sue idee, non presunti contenitori e tanto meno i loro capi. Un partito sordo e cieco non serve a nulla. Diventa solo un cartello di persone che vogliono comandare. Proprio come il Pd che prima ha tradito quello che restava del centrosinistra inciuciando con Berlusconi, poi si è messo a difendere un malconcio establishment. Un doppio tradimento. Prima virando a destra e poi arroccandosi nei palazzi. Prima tradendo i suoi contenuti politici tradizionali, poi tradendo il suo popolo che si è giustamente vendicato nelle urne. Una tragicommedia condita da una arroganza inaudita frutto di un leaderismo cinico mentre fuori dalla finestra il paese annaspava in una crisi devastante. Una crisi sì materiale ma anche di credibilità verso la vecchia politica stessa di cui il Pd di Renzi ne è divenuto pilastro. Più che insensibilità politica, si è trattato di perdita di senso della realtà. Dissociazione storica come dimostrano i voti che il Pd ha raccattato nei quartieri bene delle grandi città. Oasi di radical-chic spaventati dal perdere status, roba e ormai grottesche mire di superiorità intellettuali. Quello che resta del mondo di centrosinistra e di certe sensibilità politiche, troveranno altre case, altre facce, altri progetti come successo il 4 marzo e sempre nella storia. La politica vera ha vita propria e una prospettiva di più lungo periodo rispetto ai partiti e ai loro baroni. Altra bella conferma. La partitocrazia e le sue élite scadute possono rallentare la storia di un paese, ma non fermarla. Renzi può blindarsi nel bunker e giocare sporco fin che vuole, l’establishment burocratico e giornalistico può tentare di boicottare il cambiamento fin che vuole, ma ben presto – a prescindere dalle strategie contingenti - arriverà il giorno in cui verrà sancita la fine del Pd e con esso un modo superato di intendere la politica e la democrazia.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 29/3/2018 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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