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8 aprile 2018
POLITICA
L’eversione delle caste

Se il Movimento 5 Stelle venisse fatto fuori dalla compagine governativa si tratterebbe di un’eversione dalle conseguenze imprevedibili. E la tentazione di certo c’è anche ad altissimi livelli. I reggenti del vecchio sistema sono ancora tutti lì, nelle istituzioni, nelle burocrazie, nella stampa. Caste ancora stordite dall’inondazione a 5 Stelle che giorno dopo giorno prendono forza e rialzano la testa. Si riaffacciano guardinghi in televisione, scrivono contradditori sui giornaloni, tramano nei corridoi dei palazzi come se cercassero di autoconvincersi che alla fine sia stato tutto uno scherzo e presto tutto tornerà come prima. Incubi ad occhi aperti. Si sa, prendere atto onestamente della fine di un’epoca e quindi dell’esaurimento della propria parabola e farsi da parte, non rientra tra le qualità delle sempiterne caste italiote. Il cambiamento lo vuole del resto chi sta male, chi è escluso, non certo chi ha pancia ed ego pieni zeppi e siede comodamente su qualche trono di cartone. Politici, burocrati e giornalisti che prima del 4 marzo reggevano l’Italia, non hanno nessuna intenzione di cambiare una sola virgola di questo paese, anzi, difenderanno con le unghie un sistema corrotto, infestato dai conflitti d’interesse, iniquo, retrogrado, inefficiente ma che nonostante tutto li ha premiati, li ha arricchiti. A parole sono tutti rivoluzionari, per prendere voti o conquistare qualche lettore o telespettatore, ma alla prova dei fatti, quando si tratta d’intoccare un marciume che comunque gli ha permesso di conquistare una posizione dominante, le caste si girano dall’altra parte, si godono la manna, satolle e silenziose alla faccia degli esclusi. È sempre stato così nelle meschine vicende politiche italiane, altro che cambiamento. E il Movimento 5 Stelle è esploso proprio per questo arrogante e ostinato e perenne tradimento popolare da parte di caste ingorde e senza scrupoli. Lo straordinario successo elettorale di un movimento senza soldi, senza uffici e santi in paradiso che ha spazzato via i detriti socialdemocratici e conservatori italiani, non è altro che una reazione democratica e moderata alle porcherie indecenti con cui le caste hanno maltrattato la nostra comunità nazionale per decenni prendendoci in giro, truffandoci, gestendo da cani la cosa pubblica, svaligiando le casse pubbliche e lasciandoci da soli, in ginocchio, nel bel mezzo di una crisi devastante. Sofferenze, frustrazioni, paure e nuovi contenuti che hanno trovato rappresentanza democratica nei 5 Stelle, che si sono concretizzati nelle urne invece che incendiando le periferie e che adesso, entrate clamorosamente nei palazzi che contano, hanno il sacrosanto diritto di svolgere un ruolo centrale nel nuovo governo. Se così non fosse, se le caste politiche, burocratiche e giornalistiche riuscissero ancora una volta a coalizzarsi e tramare per non cambiare nulla, allora saremmo di fronte ad un gravissimo stato di eversione dalle conseguenze inaudite perché per milioni di cittadini perderebbe senso il gioco democratico in sé.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 8/4/2018 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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