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13 aprile 2018
POLITICA
Il passo del Cainano rintronato

Cosa deve fare ancora il decrepito Cainano perché Salvini capisca che lo sta prendendo per i fondelli? Le pernacchie in faccia? Palpeggiare la Isoardi? Quella del centrodestra é una coalizione fasulla messa insieme solo per approfittare il più possibile di una legge elettorale orrenda. Tre leader, tre programmi che in campagna elettorale hanno litigato perfino per organizzarsi quel paio di volte che si sono visti di persona. Il Cainano aveva in testa altro, la mossa a tenaglia col Pd fatta fallire dal terzo incomodo, i cittadini italiani. Dopo anni d’inciucio pro Mediaset non sono riusciti a votare il vecchio pregiudicato e la sua fotocopia sbiadita Renzi neanche tappandosi il naso. A tutto c’è un limite, perfino nella politica italiana, almeno pare. E se non bastasse, la sera del 4 marzo, quel rospo razzista di Salvini si è trasformato in un genio della politica grazie al bacio dell’uomo nero intento ad invadere il Belpaese. Una pulizia etnica alla rovescia, la battezzò con una mossa davvero geniale e soprattutto vincente l’Einstein leghista. Buon per lui, peggio per l’uomo nero e soprattutto per il Cainano che ha perso anche la competizione intestina. Almeno pareva. È Salvini il candidato premier del centrodestra ma non il capo politico della coalizione, lo specifica Brunetta in televisione tra sguardi basiti. I capi politici del centrodestra sono tre, dice il gigante di Forza Italia e non è vero neppure quello. Che il suo padrone si metta a fare il numero due con un piede già nella tomba non ci crede neppure il fedele Brunetta. Il Cainano deve ringraziare il Padreterno ogni santo giorno per essere ancora vivo e perfino a piede libero. Che si metta ad ubbidire a Salvini dopo un’esistenza da Capo dei Capi è ridicolo quanto il fatto che faccia politica per tutti noi e non per i fattacci suoi. Eppure, nonostante le umiliazioni pubbliche, quel genio di Salvini sembra non capire e rimane al guinzaglio del Cainano. O forse Salvini lo capisce benissimo ma la sorte ha voluto che il suo straordinario quoziente intellettivo fosse compensato da una carenza di attributi. O forse per quegli attributi è tenuto a due mani dal Cainano grazie ad uno degli scheletri della sua sterminata collezione. Si sa, il curriculum amministrativo della Lega è da film horror. Passano i giorni tra battutine e mezze parole. L’Einstein leghista si mette d’accordo sulle cariche istituzionali coi 5 Stelle come fossero amici di vecchia data mentre quello che rimane del Pd litiga su cosa sia venuto al mondo a fare. La corrente che non sa rispondere a quel quesito è data vincente al congresso. Mattarella attende serafico. Lo hanno capito anche i sanpietrini, i due vincitori morali delle elezioni possono collaborare. Niente inciuci, giusto un contratto con delle cose concrete da portare a casa poi ognuno per la sua strada. Di Maio è d’accordo ma chiede al Cainano di fare un passo di lato e lasciar nascere il governo del cambiamento. E ci mancherebbe altro dopo un quarto di secolo di disastri. Ma il Cainano digrigna la dentiera. Si sa, il vecchio rintronato è da sempre in conflitto d’interessi anche col suo ego perverso e da qualche anno pure con le sue facoltà mentali. Una iattura per l’Italia che si crede un messia. Tra corna e pernacchie la politica ragiona. Se il Cainano non fa un passo di lato, allora meglio andare al voto così alle prossime elezioni il passo lo farà in avanti, già, nella sua fossa.

Tommaso Merlo






permalink | inviato da Merlo il 13/4/2018 alle 6:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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