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15 aprile 2018
POLITICA
Lo Stato deve fermare il delinquente

Non è questione di disprezzo personale. Certo, c’è anche quello per un uomo ricco sfondato che per passare il tempo non trovava di meglio che organizzare festini con ragazzine dell’età delle sue nipoti negli scantinati della sua dimora e che ha fatto della menzogna e dell’inganno una filosofia di vita pubblica e privata. Non è neanche questione di ribrezzo politico. Certo, c’è anche quello per un personaggio che ha umiliato per anni la nostra Repubblica costringendola ad occuparsi dei suoi processi personali e delle sue aziende sfruttando un conflitto di interessi da terzo mondo. Non è neanche questione di rivalità partitica. Certo, c’è anche quello ma dopo un quarto di secolo il programma politico di Forza Italia lo conosciamo a memoria, è sempre lo stesso, difendere gli interessi di Mediaset e tener fuori il suo padrone dalla galera, una farsa che reggeva quando era al trenta percento e quando Renzi stava al gioco ma i tempi sono cambiati. Non è neanche una questione penale. Certo c’è anche quello ma si sa che in Italia finiscono in galera solo i poveri cristi. Berlusconi ha sempre usato il suo potere politico ed i suoi soldi per impedire alla giustizia di fare il suo corso e alla fine se l’è cavata con decine di prescrizioni, multe e con una condanna ai servizi sociali. E allora perché lo Stato deve fermare questo delinquente naturale, come lo definiscono i giudici? Lo deve fermare per ragioni di decenza, igiene e tenuta democratica. Lo deve fermare perché Berlusconi è un traditore dello Stato. A dirlo sono i giudici. L’unica condanna di Berlusconi è per una gigantesca evasione fiscale. Per aver cioè truffato lo Stato con l’aggravante di averlo fatto anche mentre ricopriva la carica di premier. E grazie a questa condanna definitiva è decaduto da senatore e diventato non eleggibile. Lo Stato ha cioè ritenuto e ritiene ancora Berlusconi indegno di far parte del Parlamento. Che Berlusconi sia quindi “disonorevole” lo dice la legge, non i suoi nemici politici. Ma c’è di più. Berlusconi è riuscito a star fuori dalla galera barando, ma le sentenze dei suoi processi certificano un’infinità di fatti infamanti che dovrebbero impedire a chiunque anche solo di avvicinarsi allo Stato. Dalle sentenze, risulta come Berlusconi abbia corrotto giudici, testimoni, forze dell’ordine, politici e quant’altro per sottrarsi alla Giustizia. Ha cioè ancora una volta ingannato lo Stato corrompendo perfino presunti servitori dello Stato. Ma c’è di più. Dalle sentenze è stato certificato come Berlusconi abbia addirittura stretto un patto con la mafia e l’abbia pagata per anni in cambio di protezione. È cioè sceso a patti col nemico numero uno dello Stato, con l’organizzazione criminale che lo Stato lo vuole distruggere. Ma c’è di più. Nella complicità dei vecchi partiti come il Pd che con un personaggio del genere hanno governato, nell’incapacità della Giustizia di punirlo per i suoi crimini, nell’inerzia delle istituzioni che gli hanno permesso addirittura di fare campagna elettorale col suo nome nel simbolo per essendo ineleggibile (e qualcuno un giorno dovrà spiegare come è stato possibile), ci hanno pensato i cittadini il 4 marzo a reagire scatenando un vero e proprio tsunami che ha travolto un sistema marcio e complice e succube di Berlusconi. Forza Italia - nonostante l’enorme potere economico e mediatico alle spalle - è stata battuta dalla Lega e clamorosamente umiliata dal Movimento 5 Stelle che i soldi li restituisce e aveva contro la stampa intera. Un urlo impetuoso in nome del cambiamento che almeno Mattarella non può ignorare. Le pagliacciate di Berlusconi al Quirinale, il suo ruolo nelle consultazioni e lo spazio che gli viene concesso dalle macerie del vecchio sistema, sono una umiliazione inaccettabile per tutti i cittadini che hanno espresso nelle urne una inequivocabile voglia di voltare pagina. Almeno ora, su mandato popolare, lo Stato deve fermare quel delinquente in nome della dignità della nostra democrazia.

Tommaso Merlo




permalink | inviato da Merlo il 15/4/2018 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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