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7 giugno 2018
POLITICA
Self ideologia, 4 marzo e vecchie caste

Le ideologie non sono morte. Sono diventate un fatto individuale. Oggi ognuno si crea una sua ideologia su misura. A seconda della propria sensibilità, del proprio bagaglio e delle circostanze che incontra sul suo cammino. Il cittadino non si accoda più ciecamente a grandi partiti o a leader paladini di qualche ideologia di massa che pretende di disegnare il mondo a priori. E non subisce più passivamente televisioni o giornali, ma si fa una sua opinione originale filtrando criticamente le informazioni che lo sommergono. La self ideologia ha rivoluzionato la politica italiana e il 4 marzo è stato solo l’antipasto. Presto anche la vecchia politica e la stampa al seguito si dovranno adeguare. A differenza delle ideologie di massa del passato, la self ideologia è dinamica. Cambia a seconda delle circostanze e dei problemi che il cittadino affronta nella sua vita. E questo è un grande pregio. Il pensiero, la realtà, i problemi evolvono di continuo, il tentativo della politica di racchiudere il tutto in rigide gabbie dogmatiche ha generato solo guerre e miserie nella storia dell’umanità. Un tempo - poi - o stavi da una parte o dall’altra. O eri rosso o eri nero. Indossavi un’uniforme, apprendevi un Credo e perfino un linguaggio e se cambiavi schieramento finivi sul patibolo dei traditori. Oggi il cittadino non si sposa più con una causa generica, ma si fidanza con un progetto specifico. Un progetto politico concreto, fatto di programmi, di persone e di valori di fondo. E si fidanza finché si trova bene, finché è soddisfatto. Quando poi viene deluso, cambia. Le ideologie di massa del passato avevano poi l’ambizione di offrire una visione del mondo, una filosofia di vita e in base a quella agivano nella società con risultati spesso catastrofici. Allora come l’altro ieri, quando un partito che si definiva di sinistra come il Pd ha smantellato i diritti dei lavoratori. Nell’era della self ideologia, ognuno è invece libero di avere la propria visione del mondo, la propria filosofia di vita. E in politica si unisce ad altri cittadini - liberi e unici come lui - nel sostenere un progetto che ritiene più credibile in quel momento. E sono i fatti concreti che determinano i valori di fondo di un progetto politico e non viceversa. In passato, in nome di chissà quali nobili ideali, sono state compiute le peggiori nefandezze. Oggi non contano più manifesti e vaghe chimere – siamo saldamente nell’era della democrazia e dei diritti umani – oggi contano i programmi, le decisioni concrete, il comportamento dei politici, la coerenza, l’onestà, la trasparenza e poi i risultati . Le penose odissee di Renzi e Berlusconi lo insegnano: è quello che fai e come ti comporti che dimostra chi sei e in cosa credi davvero. Le parole stanno a zero, anche in politica, finalmente. La self ideologia ha generato un elettorato più libero, più critico e più volatile. Un elettorato che pragmaticamente sceglie le proposte politiche che ritiene migliori via via. La depravazione dei seggi sicuri frutto dei paracchi ideologici che regalava rendite di consenso si sta estinguendo. Si è ribaltato il rapporto di forza. Non sono più i cittadini che devono adeguarsi ai partiti ideologici esistenti, ma sono le forze politiche che devono essere all’altezza delle self ideologie dei cittadini. Un bel passo in avanti della democrazia che il vecchio sistema denigra come “populismo”. Pura ipocrisia. Quello che in realtà le vecchie caste non accettano, è la perdita di potere, il cedere sovranità ai cittadini. Non vogliono togliersi la cravatta e scendere dal pulpito. Non vogliono uscire dai palazzi e perdere il proprio status di cartone. Il 4 marzo lo dimostra. Le caste italiane si sono scatenate contro i vincitori e contro il nuovo governo senza nemmeno dargli il tempo d'iniziare a lavorare. Hanno infamato i vincitori e dipinto scenari nefasti contraddicendosi peraltro di continuo a conferma di come i loro paraocchi ideologici ormai siano grotteschi. Destra, sinistra. Comunisti, fascisti. Sovranisti, populisti. Paraocchi che impediscono alle vecchie caste di capire quello che sta succedendo davvero in Italia e che gli impediscono di capire come quei nefasti presagi siano tutti per loro. Il 4 marzo è stato solo l’antipasto.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 7/6/2018 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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