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10 giugno 2018
POLITICA
Il G7 e l’ottimo presidente Conte

Finalmente un Presidente del Consiglio che rappresenta degnamente il nostro paese all’estero. Era ora. Dopo anni di corna e pernacchie e pagliacciate varie con cui Berlusconi e Renzi cercavano di mettersi in mostra a favore di telecamere, siamo rappresentati da una persona educata e preparata. Le conferenze stampa finali dei vari summit sono sempre state un’occasione per i renzusconi di dare spettacolo. Vetrine per vantarsi di meriti fasulli e per ricordare ai cittadini quanto fossero fortunati ad avere dei premier del loro calibro. Pazienza se in realtà non parlassero nemmeno l’inglese, pazienza se abbiano inanellato solo figuracce, pazienza se non contavano nulla e alimentavano solo i peggiori stereotipi sugli italiani. Ci ha sempre pensato la stampa al seguito a confezionare i vari summit mondiali come rilevanti successi governativi. Questo primo G7 canadese dell’era Conte, è stato tutt’altro film rispetto alle tragicommedie renzusconiane. Finalmente una persona perbene che non è lì per trastullare il proprio ego ma per servire con serietà l’Italia. Una persona di buone maniere e qualificata che ha agito nell’esclusivo interesse della sua comunità nazionale. Conte usa parole e toni appropriati e risponde nel merito dei vari dossier che riguardano l’Italia. S’intuisce come Conte non abbia nessun bisogno di nascondere lacune personali buttandola in caciara e non ha bisogno di sparare panzane per raccattare consenso riempiendo i giornali. S’intuisce come Conte non goda del potere e della visibilità acquisite, ma viva il suo impegno con responsabilità e nell’interesse generale. Davvero un ottimo ambasciatore. Il valore aggiunto di Conte è noto, è quello di essere “solo” un cittadino. Non un professionista della politica, non un barone di partito, non un fazioso cronico, non un egoarca che ha dedicato la vita per raggiungere il potere, ma un cittadino selezionato in base alle sue competenze e qualifiche per realizzare il contratto di governo siglato dalla maggioranza parlamentare. Un fatto davvero rivoluzionario che spazza via uno dei mali peggiori della politica italiana, il personalismo, il leaderismo. La riduzione cioè della politica alle bizze personali dei boss politici. Con Renzi e Berlusconi il dibattito pubblico ruotava attorno alle loro battute, alla loro personalità, ai loro deliri esistenziali. Erano loro il fulcro di quell’intreccio malefico d’interessi, di lobby più o meno occulte, di soldi e di poltrone che caratterizzava la vecchia politica. Bastava una loro gaffe o una loro provocazione per scatenare polemiche che duravano giorni con le rispettive tifoserie a lanciarsi la frutta marcia. Grazie al presidente Conte – cittadino tra i cittadini – la politica la smette di occuparsi dei boss e ritorna a fare il suo dovere che è quello di affrontare i problemi dei cittadini e difendere gli interessi dell’Italia nel mondo. Una profonda rivoluzione politica ma anche culturale, un’ottima premessa per la crescita della nostra democrazia. Perfino la stampa al seguito del G7 canadese deve contenersi. Dopo aver tentato di distruggere invano la reputazione di Conte prima che entrasse a Palazzo Chigi, sembra tirare un sospiro di sollievo. Sembrano passati secoli dalle indegne pagliacciate dei vecchi boss. Finalmente un Presidente del Consiglio umile, preparato e all’esclusivo servizio del paese.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 10/6/2018 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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