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30 giugno 2018
POLITICA
Conte conquista la Casa Bianca senza lingua

Che Trump si fosse preso una cotta per Conte si era capito già nell’ultimo G7. Il presidente statunitense non si era risparmiato in complimenti e sorrisi verso il nuovo premier italiano e lo aveva invitato subito alla Casa Bianca. Qualche giorno dopo in televisione lo definì “great” e oggi arriva la conferma dell’incontro bilaterale a Washington condito da ulteriori apprezzamenti per un “un partner di primo piano … cruciale per portare stabilità nella regione del Mediterraneo.” Un successo diplomatico quello di Conte, ottenuto come da suo stile: sottovoce, con umiltà e sobrietà. Una rivoluzione copernicana rispetto alle pagliacciate imbarazzanti che premier come Berlusconi e Renzi imbastivano pur di attrarre l’attenzione dei potenti. Berlusconi ruffianava bipartisan, leccava sia i piedi dei Bush che di Putin, con le stesse movenze di quei playboy che vanno a rimorchiare le turiste straniere nelle reception degli hotel. Barzellette, finti sorrisi, pacche sulle spalle e poi una raffica di telefonate e regali finché “non gliela davano”, tutto per poi fare il gradasso in giro vantandosi delle sue conquiste e delle sue doti da seduttore. Ancora oggi, a sentire il playboy di Arcore, è grazie ai suoi rapporti personali intimi con Bush e Putin che si è evitata una seconda guerra fredda. Già, una barzelletta che finalmente fa sorridere. Renzi invece era monogamo e leccava solo ad Obama ed il suo era più l’atteggiamento di quegli studenti secchioni e lecchini che siedono in prima fila con la lingua fuori o mo’ di barboncino pronta per l’occorrenza. In realtà, sia Berlusconi che Renzi, non hanno mai contato politicamente una mazza a livello internazionale. L’Italia si è sempre accodata alla volontà degli alleati spendendo miliardi in armamenti e in dannose ed assurde guerre travestite da missioni di pace. Consapevoli della propria irrilevanza, B&B dormicchiavano durante le riunioni seguendo a sprazzi con l’auricolare anche per comprendere l’inglese. Il loro momento di gloria era quello della ricreazione, era lì che si scatenavano, davanti a fotografi e telecamere. Era lì che si lanciavano in patetiche gag e buffonate da rivendere poi in patria per rimpinguare il proprio consenso. Come dimenticare Berlusconi che fa attendere la Merkel in piedi perché dice di essere al telefono con Erdogan o gli apprezzamenti volgari alle varie first lady o le sue corna nella foto di gruppo o lo scherzo del cucù sempre alla cancelliera. Promozione globale dei peggiori stereotipi sugli italiani. Sul versante opposto, epica è stata la visita alla Casa Bianca di Renzi prima del referendum costituzionale. Una specie di premio dopo anni di slinguate a stelle e strisce. Renzi sperava d’impressionare gli italiani e magari convincerli a votare la sua riforma. Un ricevimento fiabesco sotto i riflettori, coi coniugi Renzi protagonisti di una sfarzosa cena di gala dagli amici Barack e Michelle. Già, davvero impressionante. Di Renzi resterà anche il suo controllare l’i-Phone mentre parla Putin seduto al suo fianco o i fischiettii e gli sbadigli svogliati tra gli altri leader. Con Conte è tutt’altro film. Finalmente non c’è più di mezzo il misero ego di qualche ciarlatano che si crede il Padreterno, ma solo la professionalità di una persona perbene impegnata seriamente a ricoprire la sua carica pubblica in modo da servire al meglio il paese. La cotta di Trump per il buon Conte ha certamente ragioni politiche dato che Italia e Stati Uniti condividono l’ipocrita etichettatura di “populisti” e si sono ritrovati d’accordo ad esempio sulla fine delle sanzioni alla Russia e su fronti caldi come l’immigrazione clandestina di massa che colpisce anche gli Stati Uniti dal Messico. Ma certe affinità politiche erano presenti anche in passato. I fatti dicono che Conte sta portando l’Italia alla Casa Bianca da protagonista e lo sta facendo senza pagliacciate, senza strumentalizzazioni intestine e sensa leccare i piedi a nessuno.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 30/6/2018 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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