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30 giugno 2018
POLITICA
La strumentalizzazione dei migranti morti

Ci risiamo, riiniziano a girare le foto dei migranti morti in mare. L’obiettivo è quello di farci sentire tutti colpevoli. Come se la responsabilità di quelle tragiche morti fosse nostra o meglio dei razzisti e xenofobi che abbiamo votato. Strumentalizzazioni politiche sporche di sangue. Al di là dell’ovvio dispiacere per tante morti inutili soprattutto di bambini, dare la colpa ai cittadini europei che si oppongono all’immigrazione clandestina di massa o ai governanti che cercano di regolare il fenomeno, è un’operazione davvero squallida di propaganda. Sono anni ed anni ormai che i migranti attraversano il deserto e poi il Mediterraneo illegalmente su mezzi di fortuna. Ammassati come carne da macello su carovane di camion fatiscenti e poi su bagnarole e gommoni senza le minime condizioni di sicurezza per navigare in mare aperto. Per identificare i colpevoli bisognerebbe guardare a chi partecipa ed alimenta tale tratta disumana. Bisognerebbe guardare ai trafficanti di uomini prima di tutto, organizzazioni criminali che gestiscono il trasporto prima via terra per migliaia di chilometri e poi via mare e che operano indisturbati da anni. Non è possibile che riescano sempre a tirar fuori qualche camion e imbarcazione o gommone da chissà dove, non è possibile che riescano a radunare sulla costa migliaia di disperati, caricarli a bordo e salpare indisturbati. Non è possibile che le autorità di quei paesi e le forze di polizia non riescano ancora a controllare le coste ed impedire che si realizzino operazioni logistiche criminali di tali dimensioni. Sono migliaia di persone che si muovono sulla terra ferma prima di salpare. Non è possibile non fermarli a meno che le organizzazioni di trafficanti non godano di appoggi e complicità da parte delle autorità locali. Coloro che permettono che sul proprio territorio possa compiersi la tratta di disperati è colpevole quanto i trafficanti. Oltre ai paesi lungo la costa del Nord Africa che permettono ai disperati di lanciarsi in attraversate suicide, vi sono anche i paesi da cui partono o transitano i migranti illegali che evidentemente non controllano le proprie frontiere o chiudo un occhio scaricando il problema su altri. Di certo molte connivenze vanno cercate anche lì. Ma poi c’è un aspetto che nessuno considera. I migranti vengono sempre descritti come categoria generica, non come singole persone pensanti e consapevoli di quello che fanno. Dopo anni ed anni che avviene questa tratta illegale, dopo anni ed anni in cui molti sono arrivati a destinazione in Europa (e si presume abbiano avvisato a casa …), dopo anni ed anni in cui molti sono annegati nel mar Mediterraneo o deceduti durante il tragitto (e si presume la notizia sia arrivata a casa …), nell’era di internet e dopo viaggi che durano mesi e mesi in cui queste persone comunicano, non è pensabile che i migranti non siano consapevoli dei rischi che corrono. Lo sono. Certo, poi possono essere talmente disperati da voler correre quei rischi, possono essere talmente disperati da voler salire ugualmente su quel barcone, ma comunque la decisione finale la prendono loro e (per almeno la stragrande maggioranza) in maniera consapevole. Nessuno li spinge a bordo e nessuno li obbliga ad esporre i bambini a quei rischi. L’obiettivo della politica dovrebbe essere quello di non mettere i migranti davanti a quella decisione drammatica tra arrendersi o morire in mare. E per farlo la politica deve sradicare alla radice sia il traffico di uomini sia le ragioni per cui i migranti scappano dai loro paesi. Dopo anni ed anni d’immigrazione clandestina, poi, è assurdo che perlomeno la stragrande maggioranza dei migranti non conosca fin dalla partenza cosa succede una volta sbarcati in Europa. E che non conosca la differenza tra rifugiato ed immigrato illegale, la differenza tra le illusioni da luna park e la realtà fatta di clandestinità tra detenzioni e schiavitù ed anni passati a zonzo su qualche muretto a mangiare a sbafo in attesa di chissà quale svolta. E nel caso non fossero informati, allora che i loro paesi di origine o chi per essi lo faccia per evitare migliaia di morti dovuti all’illusione di sbarcare su chissà quale Terra Promessa. Trafficanti di uomini, autorità locali complici, paesi di origine allo sbando ed ipocriti, disperazione dei migranti. I colpevoli dei morti vanno cercati lì. Le foto dei cadaveri sulle spiagge vanno mostrati a loro e non certo ai cittadini europei spaventati da un fenomeno illegale andato fuori controllo e che chiedono semplicemente alle istituzioni di porvi rimedio. Altro che ipocrisie moraliste e sermoni perbenisti, altro che strumentalizzazione politiche da parte dei soliti sciacalli.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com




permalink | inviato da Merlo il 30/6/2018 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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