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Congresso del Ciaone

Segnato in faccia, pallido, voce incerta e a strappi. Renzi sembra il cugino sfigato del Premier più arrogante della storia repubblicana. Dice che legge molto e si diverte e girerà l’Italia per capire cosa non ha funzionato in vista del congresso. Che un egoarca come lui si diverta a casa da solo senza lavoro e riflettori, è una menzogna come quella che si sarebbe ritirato dalla politica. Che un egoarca come lui ammetta che la colpa è sua, del suo carattere, è una chimera. Anche perché non funzionando lui come persona, l’unica soluzione logica è che cambi mestiere. Lo dice la sua faccia smorta, il genio fiorentino si è tagliato i coglioni da solo e ci sta male, non si dà pace e non vedrebbe l’ora di tornare. Il problema è che il 60% almeno del paese non lo può neanche vedere e anche nel suo partito l’aria sta cambiando. Non che i suoi rivali siano un granché. Speranza ha il carisma di un metronotte, il toscano Rossi parla sottovoce un politichese incomprensibile, il pugliese Emiliano è generoso e solido ma troppo locale. E’ proprio il vento politico che è cambiato in modo irreversibile. Renzi ha portato il Pd a destra, ha massacrato i lavoratori e flirtato con le banche, così è percepito anche nel Pd, e ora che è stato costretto a convocare il congresso dovrà risponderne. E lo dovrà fare sia sui contenuti neo berlusconiani della sua politica, sia sui metodi populisti con cui ha governato paese e partito. Come aggravante, la sbornia renziana, le sue forzature, non hanno portato risultati concreti. Crescita, occupazione, legalità, giustizia sociale, niente, il governo del Partito democratico ha nei fatti fallito clamorosamente. La linea neo berlusconiana ha poi esasperato le contraddizioni interne di un partito in cui i vecchi dinosauri sono ancora tutti lì e non hanno mai superato l’essere post comunisti e post democristiani a parole, ma non nella cultura che ancora li anima. Una guerra tra bande riscoppiata insieme al bluff populista. E se la base del Pd (e non gli elettori ex Foza Italia e di destra che hanno votato Renzi) finalmente interpellata col congresso confermerà tutto questo, per Renzi non c’è nessun futuro né nel partito né nel paese. Solo un triste ciaone.

Tommaso Merlo

Pubblicato il 13/2/2017 alle 20.6 nella rubrica diario.

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