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Il ricatto del Pd alla democrazia italiana

È uno scandalo che la democrazia italiana non abbia una legge elettorale. L’Italia è infestata da leggi prodotte da uno Stato onnipresente ma gli manca la legge fondamentale, quella che determina le regole del gioco della competizione elettorale. Basterebbe questo per dimostrare il livello squallido dei partiti e della classe dirigente italiana negli ultimi decenni. Politicanti che hanno anteposto la propria cricca e la propria carriera all’interesse nazionale, alla qualità della democrazia. Al punto di tentare di confezionare le regole su misura - prima di competere - in modo da strappare il massimo numero di poltrone possibili. Il Parlamento si è occupato per anni di legge elettorale e dopo sfinite mediazioni per tentare di accontentare meschini interessi di parte, ha partorito due leggi che la Corte ha dichiarato entrambe incostituzionali. Anni di soldi pubblici buttati via per ritrovarsi nel 2016 senza la possibilità di votare. E questo è l’aspetto gravissimo che rende oggi l’Italia una democrazia sospesa: i cittadini italiani oggi sono privi del diritto di poter votare. Gli manca lo strumento. Manca un pezzo fondamentale di sistema democratico. Essendo nell’impossibilità di votare, il governo e il partito di maggioranza che lo regge, il Pd, tengono di fatto la democrazia sotto ricatto. Hanno la scusa di tenersi il potere finché gli conviene, finché non gli verrà comodo rispetto alle proprie beghe interne, finché non vedranno risalire i sondaggi o quant’altro e decideranno che sia tempo di trovare un nuovo accordo sulla legge elettorale e magari andare al voto. Soprattutto alla luce del referendum, della caduta di Renzi e della guerra tra bande nel Pd, si tratta di una situazione che i partiti dell’opposizione non possono accettare. Il presidente Mattarella deve intervenire e se non lo facesse bisogna scendere in piazza e chiedere che venga ripristinato immediatamente il diritto dei cittadini ad andare alle urne in qualunque momento a prescindere dalle esigenze della maggioranza. E solo un voto immediato potrà interrompere la silente deriva antidemocratica che i reggenti stanno seguendo per impedire al popolo di decidere il proprio destino.

Tommaso Merlo

Pubblicato il 16/2/2017 alle 17.11 nella rubrica diario.

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