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Chi vota ancora Berlusconi odia l’Italia

L’Italia è una casa di riposo e di dementi senili come Berlusconi ve ne sono in giro milioni. Ma con Forza Italia intorno al 15 percento, ci deve essere qualche motivo più profondo per votare un personaggio pluripregiudicato, evasore e corruttore, cacciato dal Parlamento, associato alla mafia e che politicamente verrà citato nei libri di storia come esempio negativo, come caso scuola dei livelli di depravazione che una democrazia può raggiungere se in mani criminali. Il peggiore Presidente del Consiglio della storia repubblicana, una vergogna indelebile. Al netto della tribù ultraottantenne segnata dal tempo, al netto dei servi famelici e degli ignoranti cronici, per votare Berlusconi oggi bisogna odiare la democrazia, odiare la politica, odiare l’Italia. Bisogna voler male al nostro Paese. Come Berlusconi. Solo un uomo che odia la democrazia italiana può essere capace di delinquere da Premier arrivando ad evadere milioni di Euro, sfruttare cinicamente i suoi conflitti d’interesse da terzo mondo, scendere a patti con la mafia, usare il Parlamento come uno studio legale privato per sfuggire alla galera e alle condanne. Per spiegare tali oscenità non basta una mente criminale e la bugiardaggine patologica, uno che manomette e sfregia le istituzioni davanti al mondo intero a fini personali, è un uomo che odia quella democrazia. Un odio che ha origine da una delle caratteristiche peggiori dell’Italia, l’ipocrisia egoistica ed anarcoide. Le proprie perversioni personali che si fanno ideologia, che prevalgono sull’interesse collettivo e dei propri figli. Chi voterà Berlusconi nel 2018 vuole che l’Italia sia come lui o peggio di lui, vuole una democrazia sporca e criminale, vuole uno Stato corrotto e inefficacie e tutto questo in modo da giustificare se stesso e sentirsi libero di continuare a fare qualsiasi porcheria stia facendo. È la teoria del porcile. Se l’Italia è un porcile, tutti si sentono autorizzati a rubare, a mentire, a ingannare, a evadere, ad approfittarne. Perché lo fanno tutti, perché funziona così, perché non ci sono alternative, perché l’Italia non cambierà mai. Se tutti rubano nessuno è ladro, se tutti sono sporchi nessuno lo è, se tutti sono disonesti nessuno lo è. È il porcile baby. Criminali che si candidano a rappresentati del popolo, ladri che inseguono le guardie, letame che diventa cioccolato e che prevalga il porco più scaltro, con qualunque mezzo, per qualunque fine. La vittoria del porco peggiore sdogana tutto e tutti, pulisce le coscienze, trasforma la democrazia in un comodo e caldo porcile dove sguazzare dando il peggio di sé.

Tommaso Merlo

Pubblicato il 8/1/2018 alle 13.18 nella rubrica diario.

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