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L’odio dell’intellighenzia contro i 5 Stelle

È in atto una campagna durissima contro i 5 Stelle. L’establishment ha rotto gli indugi e punta apertamente a delegittimare il Movimento alla radice. In televisione, sulle pagine dei giornali, siamo agli stracci, sporchi, ogni santo giorno. Paradossalmente, però, non sono gli avversari politici le serpi più velenose. Come se gli onorevoli avessero capito che sputando sull’avversario ottengono l’effetto opposto data la loro reputazione. Come se molti si fossero rassegnati a tirare avanti col vitalizio o trovarsi un lavoro vero dopo il 4 marzo. No, a disseminare l’etere di trappole feroci e fake news infamanti contro il Movimento sono soprattutto giornalisti, commentatori e analisti politici. È il mondo dei cosiddetti intellettuali, dell’intellighenzia. Una violenza, la loro, solo in parte dovuta ad interessi di bottega. Si sa, i 5 Stelle non solo chiuderanno i rubinetti dei soldi pubblici alle testate, ma hanno addirittura dimostrato che si può fare agevolmente politica senza di loro, senza alle spalle truppe con la penna o il microfono in mano. Un affronto indigeribile, lesa maestà. Ma l’astio pentastellato dell’intellighenzia ha una ragione ben più viscerale. In questa Italia marcia della corruzione anche intellettuale in cui perfino valori e idee vengono svendute per un piatto di lenticchie, l’intellighenzia ne è un pilastro portante. E lo è dell’Italia dei conflitti d’interesse anche con la propria coscienza, lo è dell’Italia della libertà di stampa da terzo mondo e dell’ipocrita conformismo da quarto. L’intellighenzia è parte integrante e quindi artefice del brutale fallimento politico in atto. E di fronte ad una forza politica nuova e pulita, reagisce con veemenza. Lo fa perché non accetta che qualcuno svergogni i compromessi a cui si è piegata. Perché non vuole ammettere lo sconcio pantano in cui si è ridotta. Rifiuta che qualcuno gli metta sotto al naso una mesta verità che per codardia e convenienza, ha rimosso. L’intellighenzia sa benissimo che le battaglie dei 5 Stelle sono sacrosante in una democrazia moderna. Ma se lo ammettesse, dovrebbe anche ammettere che il lerciume in cui siamo finiti è anche colpa sua. Dovrebbe essere capace di uno sforzo di onestà e di umiltà che questa campagna elettorale dimostra essere lontano anni luce. Ma siamo ad una svolta. Se davvero il Movimento sfonderà, l’intellighenzia si troverà davanti a due scelte. Ho sprofondare nell’oblio con la politica zozza che ha servito, oppure aprirsi finalmente al nuovo e diventare degna di un paese sano che di pensiero – libero - ne ha sempre un dannato bisogno.

Tommaso Merlo

Pubblicato il 2/2/2018 alle 10.4 nella rubrica diario.

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