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L’ideologia individuale e i 5 Stelle

Le ideologie non sono morte. Si sono trasformate da fenomeno di massa ad individuale. Oggi ognuno se ne crea una personale frutto della propria storia, delle proprie conoscenze, della propria indole. Certo, è fisiologica la presenza di cavalieri cementificati nel passato e giullari di qualche corte, ma la tendenza generale delle porzioni più dinamiche della società, è quella di una progressiva emancipazione. I cittadini sviluppano opinioni in proprio filtrando la massa di informazioni che ci sommergono come mai prima nella storia. Hanno imparato a farlo, hanno dovuto imparare. Internet ha dato potere ai cittadini, quello di filtrare, quello di scegliere e non subire più come in passato la potenza e l’invadenza della televisione o il prestigio ipocrita di qualche giornale. I social media non sono altro che palinsesti personali - talk-show e prime pagine - selezionate in base alle proprie convinzioni, alla propria ideologia, in tutti i campi. L’emergere di una ideologia individuale ha avuto conseguenze potenti sulla politica. A differenza che in passato niente è “per sempre”. Un tempo o stavi da una parte o dall’altra e se eri comunista o fascista lo eri per tutta la vita altrimenti finivi sul patibolo dei traditori (almeno prima del 1989). Oggi si sceglie di volta in volta il partito o il leader che in quella fase è più coerente con la propria ideologia. Forse non ancora abbastanza vista la zavorra dei “seggi sicuri”, ma questa è la salubre tendenza di fondo. Il cittadino moderno non sposa più una causa, ma si fidanza ad un progetto. Finché ci crede, finché dura, finché non trova di meglio. La volatilità critica degli elettori ha l’enorme vantaggio di premiare chi merita e liberarsi dei ciarlatani e dei loro cartelli. Non ancora abbasta per colpa dei partiti tradizionali e da retaggi culturali del passato, ma questa è la tendenza di fondo. Orfano di ideologie fallimentari, tradito da partiti e politicanti indegni, il processo di emancipazione in Italia - anche grazie all’avvento di Internet - ha avuto una accelerata fortissima. A testimoniarlo l’unica entità politica totalmente post-ideologica sul piatto, il Movimento 5 Stelle che in pochi anni ha raggiunto percentuali intorno al 30% senza soldi, senza uffici, senza televisioni e giornali, senza magnati alle spalle e in uno dei grandi paesi nel cuore dell’Europa. Bisognerà attendere i libri di storia perché qualcuno ammetta con onestà la straordinarietà di questo fenomeno. E una delle ragioni del successo del Movimento 5 Stelle è proprio il diffondersi dell’ideologia individuale. I movimenti post ideologici non cercano come i vecchi partiti di dare tutte le risposte, di offrire una visione del mondo, una filosofia di vita. Ma propongono ai cittadini un progetto concreto, fattibile e a medio termine. Propongono un programma, dei valori di fondo, dei delegati e un bagaglio di credibilità. Chi li vota è libero di rimanere se stesso, di continuare a coltivare la propria ideologia individuale. Il Movimento non pesca a destra e sinistra come dicono, ma rappresenta chi è oltre a certi schemi, chi si è emancipato dal passato. Votare è - e sarà sempre più - una mera scelta tra progetti politici alternativi. Il 4 marzo ci dirà a che punto è arrivato questo processo di emancipazione nel nostro Paese. Di certo, grazie ai 5 Stelle, si tratta già di una mezza vittoria. L’Italia è in fondo a tutte le classifiche continentali, ma è ancora all’avanguardia nella sperimentazione di nuove di forme di rappresentanza democratica coerenti coi profondi cambiamenti culturali in corso.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com

Pubblicato il 11/2/2018 alle 17.20 nella rubrica diario.

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