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La dignità è decretata

Di Maio ha illustrato il sacrosanto Decreto Dignità. Si passa ai fatti e su questioni cruciali come il lavoro. Una bella potata alla giungla delle nuove schiavitù creata da quella sinistra che per decenni ha campato spacciandosi per paladina dei lavoratori. Salvo poi tradirli in massa inseguendo la crescita a qualunque costo, anche al costo d’impedire alle persone di costruirsi una vita dignitosa. Un tradimento epocale grazie al quale si è ritrovata a braccetto col centrodestra fino a diventare la stessa cosa, quel Forzapiddì che gli elettori hanno asfaltato il 4 marzo. Ascoltando Pd e Forza Italia criticare il Decreto Dignità, si capisce il perché i cittadini li abbiano cacciati. Ragionano ancora coi paraocchi destra e sinistra, non riescono a liberarsi da quell’ipocrita e fallimentare schema con cui la politica italiana ha fatto di tutto tranne che occuparsi dei problemi dei cittadini. Non riescono a capire che l’unica cosa che conta sia che le idee siano buone e che servano a migliorare la vita delle persone. Il resto sono vuote chiacchiere. Destra e sinistra oggi sono solo artifizi con cui forze politiche senza più senso tentano di salvare fasulle identità e quindi sopravvivere al proprio decesso storico. Fallito il sabotaggio, il Forzapiddì sta scommettendo sul fallimento strada facendo del governo gialloverde. Ma la sua è una opposizione sterile, un rumoroso e contradditorio isterismo. Non hanno capito che per gli italiani il Forzapiddì non ha semplicemente fallito, ma ha tradito. E quando uno tradisce, non ha seconde chance, nemmeno in politica. I cittadini gli hanno voltato le spalle e non torneranno mai più indietro. Non torneranno mai più tra le braccia di Renzi e Berlusconi. È finita. Pd e Forza Italia sono prodotti scaduti da gettare nel cestino della storia italiana. Solo delle forze politiche completamente nuove potranno un giorno ambire a ricoprire l’importante ruolo di opposizione all’era gialloverde. Il Forzapiddì ha perso perfino le briciole del bene più prezioso su cui si regge la politica: la credibilità. E l’ha persa perché ha calpestato non solo la dignità dei lavoratori ma di tutti gli italiani con anni di scandali di corruzione indegni di un paese civile, anni di promesse e bugie al vento, anni di governi sordi alle istanze dei cittadini, anni di caste politiche ingorde e privilegiate e autoreferenziali che invece di alleviare una crisi devastante, l’hanno esasperata. Questo decreto ridona dignità anche in questo senso. Di Maio presenta i provvedimenti con parole caute, sagge e modeste. Esprime soddisfazione per un decreto che prevede molti punti storici per il Movimento e parte del contratto di governo, ma parla di primo passo e di molto ancora da fare per risolvere questioni complesse, parla di provvedimenti che mirano a risolvere problemi reali emersi in anni di attività politica sul territorio che finalmente qualcuno ha raccolto e tradotto in atti governativi. Nessuna vendita di tappeti, nessuno smercio di falsi sogni, nessuna passerella delle vanità, nessuna baggianata ideologica. Solo politica al servizio dei cittadini. Solo politica che lavora per migliorare la vita delle persone. Solo dignità.

Tommaso Merlo

www.tommasomerlo.com

Pubblicato il 4/7/2018 alle 8.27 nella rubrica diario.

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